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Euro digitale, cosa sappiamo e cosa ne pensano gli Italiani?

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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Tra i vantaggi della futura moneta elettronica che dovrebbe essere introdotta nel 2029, ci sono commissioni ridotte, maggiore sicurezza e più autonomia dai circuiti privati mentre tra i cittadini resta ancora diffuso scetticismo

Dal 2021 anno in cui la Bce ha dato inizio ai lavori per la creazione dell’euro digitale, il corrispettivo elettronico del contante, ad oggi il progetto è già stato definito negli aspetti principali ed è in attesa solo del via libera del Parlamento Ue.

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A ciascun individuo verrà data la possibilità di aprire in banca o presso un altro intermediario di pagamento, un conto in euro digitali emessi direttamente dalla Banca centrale europea.

Il nuovo sistema dovrebbe servire a rendere i pagamenti più rapidi e sicuri, riducendo quindi la dipendenza dai circuiti privati e dalle grandi piattaforme internazionali.

Dopo il via libera di Commissione Ue e Consiglio Ue, il dibattito presso le sedi istituzionali europee resta acceso ed una decisione definitiva sul tema dovrebbe arrivare dal Parlamento europeo entro fine anno.

Dopo una prima fase di sperimentazione nel 2027, l’euro digitale dovrebbe vedere la luce entro il 2029.

Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce durante una recente audizione in Senato, ha parlato di “Avanzamento del progetto sotto il profilo sia tecnico che legislativo”.

“Stiamo proseguendo i preparativi, ha detto Cipollone, e sviluppando la necessaria capacità tecnica prima di un’eventuale decisione sull’emissione”.

La maggior parte degli italiani sembra ancora scettica sull’uso della nuova moneta elettronica. Anzi, in molti tra quelli che abbiamo sentito per le strade della capitale, sanno poco o nulla sull’effettivo utilizzo dell’euro digitale, ammettendo di non averne mai sentito parlare.

Secondo un sondaggio realizzato da Money.it lo scorso ottobre, solo il 24% degli intervistati si è detto pronto ad utilizzare la moneta digitale.

Il Professor Nicola Borri dell’Università Luiss di Roma, ci ha spiegato qualcosa in più su questo nuovo strumento.

Conto corrente direttamente presso la Banca centrale europea

“Funzionerà in maniera molto simile ad una qualsiasi carta di pagamento, ha spiegato Borri, con la quale si può pagare in qualsiasi esercizio commerciale.

La grande differenza è che al posto di avere i propri risparmi esclusivamente presso una banca commerciale, ciascuno di noi avrà un suo conto direttamente presso la Banca centrale europea”.

Borri ha sottolineato che l'aspetto relativo al modo in cui avvengono i pagamenti e alla tecnologia utilizzata è molto importante.

“I pagamenti, ha spiegato il Professore, quindi tutto quello che succede una volta che utilizziamo la nostra carta, al posto di essere veicolato attraverso sistemi di pagamento privati, attualmente gestiti da grandi imprese americane, come Visa o Mastercard - verranno veicolati attraverso il sistema dei pagamenti della Banca centrale europea e dall'insieme delle altre banche centrali nazionali”.

Euro digitale, i vantaggi

Secondo Borri sono tre i vantaggi legati all’uso dell’euro digitale.

”Per prima cosa, il nuovo sistema rende liberi i cittadini dal dover utilizzare un sistema di pagamento il cui monopolio, nell’attuale contesto geopolitico, lo rende facilmente merce di scambio”.

“Inoltre, l'infrastruttura pensata per l'euro digitale, avrà costi di transazione quindi commissioni estremamente più ridotte”.

“Terzo aspetto, conclude Borri, il sistema di pagamento dell'euro digitale è disegnato secondo i più elevati standard di sicurezza e quindi dovrebbe essere estremamente sicuro”.

“Per sicurezza, spiega l’esperto, si intende “La tracciabilità del pagamento, evitare che qualcuno si possa appropriare della carta di credito e maggiori garanzie nell’ utilizzo quotidiano che ne fanno i consumatori”.

Stabilità finanziaria priorità della Bce

“Questo è un punto cruciale perché quando la Bce ha iniziato a parlare di euro digitale le banche commerciali si sono preoccupate.

La loro preoccupazione, spiega Borri, riguardava il metodo di finanziamento attraverso i depositi, soprattutto qualora questi depositi vengano trasferiti presso conti correnti della Banca centrale europea”.

"La Bce, ha spiegato l'esperto, ha tra i suoi obiettivi non solo la politica monetaria, ma anche la stabilità del sistema finanziario e la sua sostenibilità economica".

Il progetto relativo ai conti detenuti direttamente presso la Bce non è ancora stato definito, ha chiarito il Professore, ma prevede comunque dei limiti precisi. “In particolare, ha fatto notare, che questi conti destinati a cittadini e imprese, avranno un tetto massimo e non potranno raggiungere importi elevati”.

“Nelle discussioni attuali, ha aggiunto, numeri che poi sicuramente cambieranno, si parla di circa 3.000 euro quindi saranno conti di dimensioni piccole”.

La maggior parte dei risparmi, ha fatto notare Borri, continuerà a rimanere presso le banche commerciali, proprio per evitare una concorrenza diretta con il sistema bancario tradizionale.

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