Mobilitazioni e blocchi massicci in tutto il paese tagliano in due il Paese, in segno di protesta per le decisioni del governo sul settore agroalimentare
Poche ore dopo il "sì" degli agricoltori al dialogo, sono iniziate le chiusure delle strade in tutta la Grecia. Come annunciato in precedenza e dopo aver espresso il proprio disappunto per le misure di sostegno specificate dal governo, gli agricoltori hanno iniziato a bloccare autostrade e strade secondarie, con blocchi che dureranno 48 o 96 ore (in alcuni casi fino a domenica).
Gli agricoltori hanno bloccato l'autostrada Atene-Lamia e le strade secondarie, all'altezza del Castello di Beozia, con la polizia stradale che ha proceduto a deviare il traffico.
A Bralos, a Lamia, i contadini hanno optato per un blocco di 48 ore, nel quadro delle decisioni del Comitato di coordinamento panellenico. Essi considerano Bralos uno dei punti più cruciali della rete stradale nazionale e, in base alle decisioni prese a Malgara, si aspettano rinforzi dal blocco di Karditsa, oltre che dagli agricoltori di Atalanti e Domokos. L'obiettivo è quello di chiudere tutte le strade secondarie, mentre non si esclude nemmeno un blocco totale della rete stradale prima di mezzogiorno di giovedì.
A Castros, invece, gli agricoltori hanno deciso di procedere a un blocco di 96 ore di tutti gli incroci della rete stradale nazionale e provinciale. Come fanno notare, "ogni giorno ci sarà una rivalutazione della situazione".
Nella stessa direzione si stanno muovendo anche gli agricoltori del blocco di Tebe, che rimarranno allo svincolo della regione e procederanno a un blocco di 48 ore sia dell'autostrada che delle strade circostanti.
Tuttavia, nonostante il blocco, gli agricoltori si dichiarano aperti al dialogo e chiedono un incontro con il Primo Ministro, Kyriakos Mitsotakis, per discutere le questioni critiche della sostenibilità del settore agroalimentare, "ma con le strade chiuse".
Chiuse anche le dogane ai confini con la Bulgaria e la Macedonia settentrionale
In orari diversi, ma con il comune denominatore di un blocco di 48 ore, i produttori hanno iniziato le loro lunghe mobilitazioni anche presso gli uffici doganali di Promachonas ed Exochi, al confine greco con la Bulgaria, e di Evzoni e Niki, al confine con la Macedonia del Nord.
Gli agricoltori hanno lasciato aperta la possibilità di far passare i mezzi pesanti e gli autobus turistici periodicamente e per determinate ore, secondo le decisioni prese dall'assemblea generale dei partecipanti al blocco agroalimentare.
Il blocco agricolo di Nikaia a Larissa sta assumendo una posizione dura. Continuano quindi le loro mobilitazioni rimanendo sull'autostrada Atene-Salonicco e procedendo a nuove azioni, seguendo le decisioni prese all'assemblea generale. In conformità con quanto deciso, stanno bloccando le gallerie della valle di Tempi, con la partecipazione di trattori e veicoli agricoli.
Gli agricoltori affermano di non essere soddisfatti delle decisioni del governo annunciate a mezzogiorno di mercoledì, affermando che non soddisfano le richieste avanzate nelle loro mobilitazioni.
Allo stesso tempo, continuano le loro azioni, nel contesto del coordinamento nazionale dei blocchi, affermando che rivedranno la loro posizione attraverso le procedure collettive dei prossimi giorni.