L'ex presidente venezuelano è comparso davanti a una corte a Manhattan e ha affermato di essere stato rapito e di essere ancora il legittimo leader del Paese. Resterà in carcere fino alla prossima udienza il 17 marzo
Nicolás Maduro si è dichiarato "non colpevole" delle accuse comminategli, nell'udienza lunedì a New York che ha seguito il blitz con cui le forze speciali lo hanno catturato in Venezuela lo scorso sabato.
Al giudice federale Maduro si è rivolto in spagnolo precisando "sono ancora presidente della repubblica del Venezuela", aggiungendo di essere stato rapito e di essere "un uomo perbene".
L'ex leader, con na camicia blu sopra l'uniforme da detenuto con cui è stato trasferito dal carcere in aula, ha scelto come difensore Barry Pollack, un avvocato di Washington che ha negoziato l'accordo per il rilascio di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, mentre la moglie Cilia Flores è stata rappresentata da Mark Donnelly, un legale del Texas.
“Sono innocente. Non sono colpevole di nulla di ciò che viene menzionato qui”, ha detto Maduro al giudice Alvin Hellerstein, “sono un uomo onesto, il presidente del mio Paese”.
Maduro è comparso in questa prima udienza insieme alla moglie**, che ha parimenti dichiarato di essere “completamente innocente”.**
Gli avvocati hanno aggiunto che il presidente del Venezuela ha "problemi di salute" che richiederanno particolari cure mediche, mentre sua moglie ha subito "lesioni significative durante il suo rapimento".
Un atto di accusa di 25 pagine, reso pubblico sabato, accusa Maduro e altri di avere collaborato con i cartelli della droga per facilitare il trasporto di migliaia di tonnellate di cocaina negli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti non riconoscono Maduro come legittimo capo di Stato del Venezuela, dopo le controverse elezioni presidenziali del 2024.
La prossima udienza si terrà il 17 marzo e fino ad allora i coniugi Maduro rimarranno in carcere non essendo neanche stata chiesta la libertà su cauzione.
Se condannati Maduro e Flores, che erano da anni sotto sanzioni Usa, rischiano l'ergastolo.