Una bomba planante russa colpisce Zaporizhzhia causando cinque morti. Raid con droni su Odessa e attacchi multipli su Ternopil segnano una nuova escalation della guerra in Ucraina
Almeno cinque persone sono state uccise in un quartiere residenziale di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, dopo che una bomba planante russa si è abbattuta su alcuni edifici a più piani.
Le autorità ucraine confermano che si tratta della terza volta dall’inizio della guerra che lo stesso complesso viene colpito da questo tipo di arma. L’esplosione ha distrutto anche un mercato locale e provocato numerosi feriti, tra cui un’adolescente.
La bomba planante, arma ormai ricorrente negli attacchi russi, ha una potenza distruttiva tale da causare gravi danni anche senza una precisione elevata. L’Ucraina, al momento, non dispone di contromisure efficaci in grado di intercettare questi ordigni, lanciati da caccia russi che operano ad alta quota.
Nuovi attacchi su Odessa e Ternopil
Nelle stesse ore, la città portuale di Odessa è stata oggetto di un pesante attacco di droni. Almeno dieci velivoli sono arrivati dal Mar Nero e hanno colpito aree residenziali, provocando diversi feriti. Le immagini analizzate dalle autorità indicano l’uso dei droni kamikaze Shahed, di fabbricazione iraniana.
Gli attacchi seguono il devastante bombardamento condotto due giorni prima contro Ternopil, nell’Ucraina occidentale. In quel raid sono morte 31 persone, tra cui sei bambini, e ne sono rimaste ferite 94. L’operazione russa ha impiegato un mix di armi aeree: missili da crociera X-101, Kalibr e un missile balistico. Numerosi edifici residenziali sono crollati e 13 persone risultano ancora disperse.
Avanzate russe sul fronte orientale
Sul campo, il ministero della Difesa russo ha dichiarato che le proprie forze hanno conquistato nuove località nelle regioni di Donetsk e Dnipropetrovsk, fra cui Maslyakivka, Novoselivka, Stavky, Yampil e Radisne. L’Ucraina non ha confermato ufficialmente queste affermazioni.
Perché la Russia usa così tante bombe plananti
Le bombe plananti (o “glide bombs”) utilizzate oggi dalla Russia sono la versione modernizzata di ordigni sovietici nati decenni fa. In origine erano bombe a caduta libera, pensate per essere sganciate a bassa quota. Negli ultimi anni, Mosca le ha riconvertite applicando kit alari e sistemi di guida rudimentali, trasformandole in armi economiche ma devastanti.
Dalla metà del 2023 queste bombe sono diventate una delle armi preferite della Russia per vari motivi:
- Sono economiche rispetto ai missili guidati di nuova generazione.
- Sono difficili da intercettare, perché non seguono traiettorie prevedibili e vengono rilasciate da grandi distanze.
- Permettono ai caccia russi di colpire senza entrare nelle zone di difesa aerea ucraine, sempre più rinforzate grazie agli aiuti occidentali.
- Hanno una potenza esplosiva enorme, creando crateri e distruzione anche su obiettivi non precisi, caratteristica che purtroppo si traduce in un numero elevato di vittime civili.
Negli ultimi due anni, la Russia ha ampliato l’uso di modelli come le FAB-500, FAB-1500 e persino varianti da 3 tonnellate. L’Ucraina, invece, continua a denunciare la difficoltà di contrastare quest’arma e chiede sistemi di difesa aerea più avanzati per proteggere le città sulla linea del fronte.
Attacchi precedenti a Zaporizhzhia
Gli attacchi con bombe plananti non sono una novità nella regione. A gennaio, un bombardamento aveva già provocato 13 morti e decine di feriti, mentre a luglio un attacco a una struttura detentiva nella stessa area aveva causato 17 vittime.
Zaporizhzhia rimane uno dei punti più colpiti della guerra, sia per la sua importanza strategica sia per la quantità di infrastrutture civili presenti nel territorio.