Un verdetto pesantissimo della Corte regionale di Sverdlovsk ed Ekaterinburg, nella regione russa degli Urali, condanna la cittadina russo-americana, Ksenia Karelina
Una donazione di poco più di 50 dollari, pari 46 euro, a Razom, una fondazione caritatevole pro-Ucraina. Il gesto, fatto il primo giorno dell'invasione russa, è valso una condanna a 12 anni di carcere, comminata da un tribunale in Russia, alla cittadina russo-americana Ksenia Karelina.
“La Corte ha giudicato Ksenia Karelina colpevole di alto tradimento e l’ha condannata a scontare 12 anni in un istituto penitenziario”: questa il verdetto della Corte regionale di Sverdlovsk ed Ekaterinburg, nella regione russa degli Urali. L’8 agosto l'accusa aveva chiesto 15 anni di reclusione. Il processo si è svolto a porte chiuse.
Si tratta dello stesso tribunale che nel luglio scorso ha deliberato la condanna per spionaggio nei confronti del giornalista del Wall Street Journal, Evan Gershkovich, recentemente tornato in libertà in seguito a uno scambio di prigionieri.
Karelina ha 33 anni, è una ballerina dilettante. È russa, ma ha anche la cittadinanza statunitense, ottenuta nel 2021, dopo aver sposato un americano ed essersi trasferita a Los Angeles. Lì la donna lavorava in un centro benessere.
La donna è stata arrestata a Ekaterinburg (Russia sud occidentale) dove era andata per una visita ai suoi familiari. Karelina dovrà scontare la pena in una colonia a regime generale.