Gaza, ok all'accesso di sei camion con aiuti umanitari, Borrell: "Israele usa la fame come arma"

Palestinesi fanno la fila a Rafah, nella Striscia di Gaza, per la distribuzione dei pasti
Palestinesi fanno la fila a Rafah, nella Striscia di Gaza, per la distribuzione dei pasti Diritti d'autore Fatima Shbair/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Stefania De Michele
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Israele dà l'ok all'ingresso di un convoglio di sei camion con gli aiuti del Programma Alimentare Mondiale. Nuovi attacchi nella Striscia a Gaza City, Deir el-Balah e Khan Younis

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Attacchi multipli, su più fronti. Nella Striscia di Gaza si registrano decine di vittime nella nuova offensiva israeliana. Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, nel centro di Deir el-Balah il numero dei morti è salito a 10, mentre a Gaza City due persone sono state uccise e quattro bambini feriti in un attacco nel quartiere di Daraj. Sempre secondo quanto riportato da Wafa, "un certo numero di persone sono state martirizzate" nel bombardamento di una casa in via Salah al-Din.

Si registrano attacchi israeliani anche a Khan Younis.

Le forze israeliane hanno effettuato altre incursioni in Cisgiordania, uccidendo almeno quattro palestinesi e distruggendo diverse infrastrutture. Tra le vittime anche un adolescente.

Le forze dell'ordine israeliane hanno sparato all'indirizzo di cinque uomini che - a loro dire - si preparavano a lanciare molotov vicino aAl-Jib, a nord-ovest di Gerusalemme. Due i morti, un sedicenne e un ragazzo di 23 anni.  Gli altri tre sono rimasti feriti e sono ricoveratial Palestine Medical Complex di Ramallah.

Il fronte libanese e gli scontri con Hezbollah

Ma il conflitto prosegue anche al confine con il Libano dove Hezbollah sostiene che due dei suoi combattenti sono stati uccisi nel secondo giorno consecutivo di attacchi israeliani. 

Da quando Israele ha lanciato la sua operazione militare a Gaza, il gruppo libanese di Hezbollah ha aperto un fronte al confine con attacchi transfrontalieri per impegnare l'Idf.Più di 300 persone sono state uccise in Libano, tra cui circa 240 membri di Hezbollah. Tra le fila israeliane si contano 20 vittime. I combattimenti hanno anche costretto circa 90.000 persone a fuggire dal Libano meridionale, secondo un rapporto diffuso a fine febbraio dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni, mentre in Israele 80.000 persone sono state evacuate da città e villaggi del nord dal governo israeliano. 

Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito la sua intenzione di procedere con l'offensiva di terra a Rafah e "finire il lavoro" contro Hamas.

Borrell: "Israele utilizza la fame come arma di guerra"

In risposta alle dure critiche indirizzate a Israele in relazione alla crisi umanitaria a Gaza, l'esercito israeliano ha detto che un convoglio di sei camion con gli aiuti del Programma Alimentare Mondiale (WFP) è entrato a nord di Gaza come parte di un progetto "pilota"per impedire ad Hamas di prendere in consegna gli aiuti alla popolazione.

Josep Borrell, a capo della politica estera dell'Ue, ha detto martedì che la crisi umanitaria a Gaza "non è un disastro naturale" e ha accusato Israele di usare la fame come "arma di guerra".

"Questa è una crisi causata dall'uomo", ha detto Borrell al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. "Quando cerchiamo modi alternativi per fornire sostegno via mare o via aerea, dobbiamo ricordare che dobbiamo farlo perché le strade sono chiuse e la fame viene usata come arma da guerra."

Cameron a Israele: "Aprite il porto di Ashdod per gli aiuti"

Il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha esortato le autorità israeliane ad aprire uno dei suoi porti per consentire agli aiuti via mare di arrivare a Gaza.

Parlando alla Camera dei Lord, Cameron ha detto che il Regno Unito sta "facendo tutto il possibile" per aumentare gli aiuti all'enclave assediata. L'apertura di un corridoio marittimo, insieme ai lanci aerei da parte degli Stati Uniti, della Giordania e di altri, riflette il crescente allarme per la crisi umanitaria di Gaza e una nuova volontà di aggirare il controllo israeliano sulle spedizioni terrestri.

"Se Israele volesse davvero cooperare, potrebbe aprire il porto di Ashdod, che si trova in territorio israeliano, è un porto pienamente funzionante che potrebbe davvero massimizzare la consegna degli aiuti da Cipro direttamente in Israele e quindi a Gaza", ha detto Cameron.

Ma le organizzazioni umanitarie sostengono anche che le consegne aeree e marittime non possono compensare una carenza di rotte terrestri.

"Questo non può sostituire la consegna via terra, che rimane il modo migliore per ottenere gli aiuti nella misura necessaria. Israele deve aprire più strade, anche nel nord, più a lungo e con meno requisiti di screening", ha detto Cameron.

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