Festival internazionale del film di Ginevra, il miglior documentario al gazese Jaleby

Il regista palestinesi Mohamed Jalaby
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La 22esima edizione della kermesse che combina cinema e attivismo sociale si è conclusa domenica 17 marzo. Pareggio tra Russia e Cile per il migliore film drammatico, ospite d'onore l'attivista statunitense Angela Davis, membro di un panel sulla violenza della polizia nel mondo

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Si è tenuto dall'8 al 17 marzo, per il 22esimo anno consecutivo, il Festival internazionale del film di Ginevra, che combina dibattiti e film, con artisti e attivisti di fama internazionale che incontrano il pubblico e presentano il loro lavoro e le loro lotte sociali. 

Quest'anno la kermesse si è tenuta in concomitanza con il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e ha avuto un'ospite d'onore d'eccezione: Angela Davis, membro di un panel sulla violenza della polizia nel mondo. 

"I giovani sono sempre in prima linea nelle lotte, e sono molto entusiasta dei movimenti in tutto il mondo, qui in Europa ma anche in Medio Oriente, in Africa e in particolare in risposta alla guerra israeliana su Gaza", ha commentato la filosofa e attivista. 

I vincitori dei premi più importanti

Da Gaza arriva La vita è bella di Mohamed Jalaby, vincitore del premio Sergio de Vieira de Melo per il miglior documentario. Il progetto racconta le tribolazioni di un regista bloccato in Norvegia e impossibilitato a tornare a trovare la sua famiglia nella Striscia di Gaza. 

Il regista èsalito sul palco ancora sconvolto dalla notizia ricevuta il giorno prima: la morte del suo direttore della fotografia e di un amico fotografo sotto i bombardamenti israeliani sulla Striscia.

Il premio per il miglior film drammatico è stato condiviso tra il film russoLa gabbia cerca un uccello e il film cileno_I coloni_.

"Volevo anche rompere con l'immagine che la propaganda russa ha costruito a partire dalla guerra russo-cecena, che la Cecenia è un territorio terrorista", ha detto dal palco la regista russa Malika Musaeva. Il suo film ci porta in Cecenia, un territorio praticamente invisibile al cinema, e nelle vite di giovani ragazze che esitano tra la gabbia e la libertà di volare.

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