Gaza: Egitto, Emirati, Giordania, Qatar e Francia lanciano per via aerea tonnellate di aiuti

Palestinesi aspettano l'arrivo degli aiuti umanitari su una spiaggia di Gaza City, 25 febbraio 2024
Palestinesi aspettano l'arrivo degli aiuti umanitari su una spiaggia di Gaza City, 25 febbraio 2024 Diritti d'autore Mahmoud Essa/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
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Di Michela Morsa
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Re Abdullah II di Giordania ha partecipato personalmente alla missione. La situazione umanitaria nella Striscia al centro dell'ultima riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu: Israele "deve fare di più". Hamas e Tel Aviv smorzano le speranze degli Usa di un accordo sulla tregua entro lunedì

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Martedì Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Francia hanno avviato una massiccia operazione per far arrivare dal cielo tonnellate di aiuti umanitari sulla Striscia di Gaza. Il lancio di aiuti per via aerea, il primo mai effettuato sull'enclave palestinese, "fa parte di uno sforzo di aiuto umanitario volto a fornire soccorso alla popolazione della Striscia di Gaza", ha fatto sapere l'esercito giordano.

Centinaia di palestinesi si sono riuniti sulle spiagge per raccogliere le decine di casse di rifornimenti sganciate da un totale di nove aerei. 

Alla missione ha voluto partecipare personalmente re Abdullah II di Giordania. "La partecipazione del re conferma la costante posizione della Giordania al fianco dei fratelli palestinesi, per fornire aiuti con tutti i mezzi disponibili al popolo di Gaza", si legge in una dichiarazione ufficiale dell'esercito giordano. 

Abdullah II ha anche affermato che la comunità internazionale deve esercitare maggiori pressioni su Israele per aumentare il flusso di aiuti a Gaza. 

Onu: Israele deve "fare di più" e distribuire maggiori aiuti umanitari

Proprio della situazione umanitaria nella Striscia si è parlato martedì all'ultima riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un alto funzionario Onu ha avvertito che un quarto della popolazione di Gaza - almeno 576mila persone - è a un passo dalla carestia, che senza un intervento si diffonderà "inevitabilmente". 

Nel nord della Strisciaun bambino su sei sotto i due anni soffre di malnutrizione acuta e deperimento e praticamente tutti i 2,3 milioni di abitanti di Gaza dipendono da aiuti alimentare "tristemente inadeguati" per sopravvivere, ha dichiarato il Consiglio di sicurezza, che ha chiesto ancora una volta a Tel Aviv di "fare di più". 

Ai continui appelli diplomatici si uniscono le denunce delle organizzazioni umanitarie, che lunedì hanno sottolineato come Israele non stia rispettando la sentenza della Corte internazionale di giustizia di un mese fa, che chiedeva a Tel Aviv di prendere urgentemente le misure necessarie per migliorare la situazione umanitaria nella Striscia.

Secondo diverse agenzie, tra cui l'Unicef, la Croce Rossa e Oxfam, la situazione è solo peggiorata. Amnesty International e Human rights watch affermano che il numero di camion di aiuti è diminuito di un terzo dopo la sentenza. Oxfam ha dichiarato che "il rischio di genocidio sta aumentando nel nord di Gaza" a causa dell'incapacità di Israele di facilitare l'accesso agli aiuti umanitari.

L'ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite ha accusato le forze israeliane a Gaza di aver bloccato domenica un convoglio che evacuava 24 pazienti dall'ospedale al Amal a Khan Younis nonostante l'operazione fosse concordata. Le truppe israeliane avrebbero costretto i paramedici a spogliarsi per essere perquisiti e il convoglio sarebbe stato trattenuto per sette ore. Il portavoce dell'Ocha Jens Laerke ha lanciato un appello per il rilascio di tutto il personale sanitario detenuto.

Nella Striscia la distribuzione degli aiuti causa disordini e proteste

Un agente della polizia di Hamas è rimasto ucciso e altre persone sono state ferite a Rafah in un duro scontro a fuoco tra le forze dell'ordine e i membri di una famiglia sfollata dal nord della Striscia innescato da presunte irregolarità nella distribuzione degli aiuti umanitari. 

Secondo alcune fonti locali i civili accusano la polizia di appropriarsi delle scorte e di passarle ai commercianti, che poi le rivendono a prezzi elevatissimi. E martedì le proteste in un mercato locale sono degenerate nel suddetto sconto a fuoco. Altre fonti riferiscono che sempre a Rafah è stata organizzata una manifestazione spontanea per protestare contro le modalità di distribuzione degli aiuti

Sul posto sono comparsi cartelli in cui era scritto: 'No al furto degli aiuti umanitari, mettere fine alla guerra'. Su Facebook un attivista locale ha affermato che giovani di al Fatah ''sono stati sequestrati da Hamas e sottoposti ad interrogatori''.

Hamas e Tel Aviv smorzano le speranze degli Usa sul cessate il fuoco

Sia Hamas che Israele hanno gettato acqua sul fuoco delle speranze del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di raggiungere un accordo per un cessate il fuoco entro lunedì prossimo

Un funzionario di Hamas ha dichiarato a Reuters che le parole di Biden sono premature e non corrispondono alla situazione sul campo. Anche un alto funzionario israeliano ha detto di non capire da dove derivi l'ottimismo e la fiducia del presidente Usa. 

Gli Houthi yemeniti hanno dichiarato che potrebbero riconsiderare i loro attacchi contro le navi internazionali nel Mar Rosso se e quando Israele porrà fine alla sua "aggressione" nella Striscia di Gaza, mentre Hezbollah ha dichiarato che interromperà il fuoco su Israele se Hamas accetterà la proposta di tregua, sempre che l'Idf smetta di bombardare il Libano. Lo hanno dichiarato a Reuters due fonti vicine al gruppo sciita libanese. 

Le operazioni militari dell'esercito israeliano

Intanto gli scambi di fuoco al confine tra i due Paesi non si fermano. Martedì Israele ha dichiarato di aver colpito diversi obiettivi all'interno del Libano in risposta a una raffica di 35 razzi lanciati contro una delle sue installazioni militari nel nord di Israele.

L'Unifil, la missione di pace delle Nazioni Unite in Libano, ha dichiarato di essere testimone di "un inquietante cambiamento" negli scambi di fuoco tra Israele e le forze anti israeliane attraverso la linea blu tracciata dall'Onu al confine tra i due Paesi.  

Nel suo ultimo briefing, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver "incontrato terroristi " e "localizzato un impianto di produzione di armi, lanciarazzi e sistemi utilizzati da Hamas nei combattimenti con l'Idf" a Zaytun, un quartiere di Gaza City. 

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I dati aggiornati sulle vittime del ministero della Sanità di Gaza parlano di altri 96 palestinesi uccisi e 172 feriti, portando il bilancio totale dei morti a Gaza dal 7 ottobre a causa delle azioni militari israeliane a 29.878, con 70.215 feriti.

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