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Incendi nel Cile centrale: salgono ad almeno 112 i morti, 200 i dispersi, migliaia gli sfollati

Un quartiere bruciato a Vina del Mar, in Cile, domenica 4 febbraio 2024
Un quartiere bruciato a Vina del Mar, in Cile, domenica 4 febbraio 2024 Diritti d'autore Cristobal Basaure/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
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Di Michela Morsa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Non sono state ancora domate le fiamme che da venerdì stanno devastando le regioni centrali del Cile, in particolare Valparaíso. Nelle città più colpite è stato imposto il coprifuoco per evitare i saccheggi. Il presidente: "Due giorni di lutto nazionale"

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È salito a più di 120 persone il bilancio delle vittime degli incendi boschivi che da venerdì stanno devastando un'area densamente popolata del Cile centrale. La situazione sta tutt'altro che migliorando: i roghi registrati domenica sera erano 165, 11 in più rispetto a 24 ore prima. 

Le autorità hanno chiesto alle persone che si trovano nelle zone colpite di evacuare le loro case il più rapidamente possibile, mentre a coloro che si trovano più lontano dalle fiamme è stato detto di rimanere a casa per facilitare il transito delle autopompe e delle ambulanze. Nelle città più devastate dagli incendi, Viña del Mar, Quilpé e Villa Alemana, tutte nella regione di Valparaíso, è stato dichiarato il coprifuoco per evitare saccheggi

Intanto i vigili del fuoco combattono senza sosta per domare gli incendi, in molti casi difficili da raggiungere e controllare a causa della conformazione montuosa dell'area, mentre i servizi di ricerca e soccorso lavorano per individuare i sopravvissuti tra le case crollate.

Il presidente ha dichiarato due giorni di lutto nazionale. "Tutto il Cile sta soffrendo. Ma ci rialzeremo ancora una volta", ha detto Gabriel Boric

La città di Viña del Mar è la più colpita: evacuati e dispersi

I roghi hanno bruciato con massima intensità intorno alla città di Viña del Mar, una popolare località balneare che conta trecentomila abitanti. Diversi quartieri della periferia orientale della città sono stati divorati dalle fiamme e le persone sono intrappolate nelle loro case dal fumo. Almeno 1.600 persone sono sfollate, mentre duecento risultano disperse

Gli incendi sono iniziati in aree boschive montuose, ma si sono poi spostati rapidamente in quartieri densamente popolati alla periferia della città, nonostante gli sforzi delle autorità cilene per rallentare le fiamme.

Rodrigo Mundaca, il governatore della regione di Valparaíso, la più pesantemente colpita, ha detto domenica di ritenere che alcuni degli incendi potrebbero essere stati causati intenzionalmente, riprendendo una teoria che era stata menzionata sabato anche da Boric.

"Questi incendi sono iniziati in quattro punti e si sono accesi contemporaneamente. Come autorità dovremo lavorare rigorosamente per trovare i responsabili", ha detto Mundaca. 

Il fenomeno climatico El Niño ha conseguenze devastanti

In ogni caso c'è il fattore alte temperature. La settimana scorsa il Cile centrale ha registrato un clima insolitamente caldo e secco, come è già successo più volte durante l'anno a causa del fenomeno climatico El Niño, che ha provocato anche una forte siccità. La bassa umidità e l'alta velocità del vento hanno fatto il resto. 

Sabato Boric aveva dichiarato che gli incendi avevano già bruciato ottomila ettari (30 miglia quadrate) di foresta e aree urbane.

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