I separatisti catalani fanno naufragare la legge di amnistia: "Troppo fragile"

Bandiere spagnole che sventolano
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Di Stefania De Michele
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La proposta di legge è stata bocciata a causa del voto contrario di Junts, il partito di Carles Puigdemont, che ritiene la norma insufficiente

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In Spagna la proposta di legge di amnistia per i separatisti catalani è stata bocciata dalla Camera bassa del Parlamento spagnolo. A far naufragare il provvedimento è stato il disimpegno di Junts, il partito di Carles Puigdemont, che ritiene la norma insufficiente.

In prima battuta, il Psoe ha infatti respinto le misure individuate da Junts sull'amnistia dei reati di terrorismo che sono alla base del processo agli indipendentisti catalani.
In seguito al rifiuto di accogliere le proposte del partito di Puidgemont in seno della normativa, il testo ha ottenuto il via libera di 171 parlamentari: un numero insufficiente in considerazione del fatto che il fronte del no, formato dal PP, Vox, Coalicio'n Canaria e  Unione del Popolo Navarro, ha accolto anche gli esponenti di Junts.
I voti contro la legge di amnistia sono arrivati così a quota 179.

I giudici spagnoli e gli affondi a Puigdemont

La scorsa settimana, un giudice del tribunale nazionale, Manuel García-Castellón, aveva emesso un rapporto che suggeriva l'ipotesi di una condanna per terrorismo nei confronti di Puigdemont e altri esponenti del separatismo a causa del presunto coinvolgimento con Democratic Tsunami, un gruppo di attivisti pro-indipendenza che ha inscenato proteste di massa nel 2019, tra cui una che ha bloccato l'aeroporto El Prat di Barcellona. L'accusa di terrorismo ha fatto sì che l'ex presidente catalano rischiasse di essere escluso dall'amnistia.

I socialisti di Sánchez hanno immediatamente negoziato con Junts e i nazionalisti della Sinistra repubblicana catalana (ERC) degli emendamenti al disegno di legge volti a garantire che Puigdemont rimanesse nell'ambito dell'amnistia. La modifica stabiliva che coloro che erano coinvolti in crimini terroristici che non violavano consapevolmente i diritti umani potevano ancora beneficiare dell'amnistia. Ciononostante, un secondo rapporto pubblicato da García-Castellón ha specificato che lo "Tsunami democratico" potrebbe effettivamente aver violato i diritti umani.

In uno sviluppo separato, un altro giudice, Joaquín Aguirre, ha sollevato la possibilità che il leader di Junts sia indagato per alto tradimento per presunti contatti con funzionari russi prima del tentativo di secessione del 2017. Anche questo reato lo escluderebbe dall'amnistia. "Questa legge non deve essere cambiata dai giudici prevaricatori che vogliono che vada a sbattere", aveva dichiarato Pilar Vallugera, di ERC.

Cosa succede adesso alla legge di amnistia?

La bocciatura in prima lettura non equivale all'abbandono del testo, che adesso tornerà in commissione Giustizia per eventuali negoziati e modifiche.

La dinamica parlamentare fotografa però i delicati equilibri a cui l'esecutivo di Pedro Sànchez deve sottostare.
In seguito alla votazione, Sànchez ha lasciato l'Aula senza commentare.
Ha invece parlato di "precarietà numerica" dei governo il numero uno del Pp, Alberto Nu'nez Feijo'o.

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