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Ecuador, migliaia di militari e poliziotti intervengono nelle carceri

Violenza senza precedenti nelle carceri dell'Ecuador
Violenza senza precedenti nelle carceri dell'Ecuador Diritti d'autore Javier Caivinahua/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Javier Caivinahua/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Euronews
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Violenza senza precedenti. Liberati 170 agenti penitenziari trattenuti in ostaggio dai detenuti. Oltre 1.100 arresti, smantellati 28 gruppi criminali

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Migliaia di militari e di poliziotti hanno fatto irruzione domenica 14 gennaio in diverse carceri dell'Ecuador alla ricerca di armi,munizioni ed esplosivi e per ristabilire l'ordine dopo una settimana di rivolte che hanno catapultato il Paese in una spirale di violenza senza precedenti.

Rilasciati 170 agenti penitenziari

L'operazione arriva un giorno dopo l'annuncio da parte del presidente Daniel Noboa del rilascio di quasi 170 tra agenti penitenziari e personale amministrativo trattenuti in ostaggio dai detenuti per sei giorni. 

PER APPROFONDIRE Ecuador: operazioni in tutto il Paese contro le bande

Machala, città costiera del Sudovest, dove nelle ultime ore un agente della prigione è morto in una sparatoria tra le forze di sicurezza e i detenuti, 800 agenti tra poliziotti e militari sono entrati con i carri armati nelle prime ore del mattino.

Il Paese in conflitto armato interno

Da una settimana l'Ecuador è stato dichiarato in conflitto armato interno da un decreto emesso da Noboa, in cui il presidente ha parlato di più di 20 gruppi criminali che operano nel Paese come di "terroristi".

L'ondata di violenza è iniziata con la scomparsa dal carcere di Guayaquil del boss della droga Adolfo Macias, alias Fito, leader di una delle bande dedite al narcotraffico più potenti dell'Ecuador, Los Choneros, con legami con il cartello messicano di Sinaloa.

PER APPROFONDIRE: Evade il boss della droga, coprifuoco in Ecuador

Esplosioni, incendi dolosi, rivolte e rapimenti

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, il Paese è piombato nel caos.

Detonazioni di ordigni esplosivi su ponti e in veicoli, incendi dolosi, rivolte, rapimenti, detenzioni e l'irruzione in uno studio televisivo durante la diretta sono stati tutti atti di violenza senza precedenti.

Lo stato di emergenza ha finora provocato 1.105 arresti, 94 dei quali per "terrorismo", e lo smantellamento di 28 gruppi criminali, secondo l'ultimo rapporto del governo.

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