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Gaza, Blinken: "La guerra rischia metastasi" Berlino dà ok ai jet all'Arabia Saudita

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, e il Primo Ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani a Doha (7 gennaio 2024)
Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, e il Primo Ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani a Doha (7 gennaio 2024) Diritti d'autore Evelyn Hockstein/AP
Diritti d'autore Evelyn Hockstein/AP
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il segretario di Stato Usa Blinken è stato domenica in Qatar e Giordania. Lunedì fa tappa negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita, dove arriva anche Josep Borrell. La Germania toglierà il veto alla vendita di 48 Eurofighters a Riyadh, ha dichiarato la ministra degli Esteri Baerbock da Israele

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Stati Uniti e Unione Europea stanno conducendo un'offensiva diplomatica per scongiurare un allargamento del conflitto di Gaza, con i rispettivi capi della politica estera in missione nella regione.

Il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, è stato in Qatar domenica per la quarta tappa del suo giro diplomatico in Medioriente che lo ha già portato in Turchia, Grecia e Giordania.

Blinken ha sottolineato la priorità di "impedire che il conflitto si estenda", negli incontri avuti tra gli altri con l'emiro Tamim bin Hamad Al Thani e con il ministro degli Esteri Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.

L'Emiro Tamim bin Hamad al-Thani ha ricevuto domenica nel suo ufficio del palazzo di Lusail il segretario di Stato americano, Antony Blinken

"È un momento di profonda tensione per la regione. È un conflitto che potrebbe facilmente metastatizzare, causando ancora più insicurezza e sofferenza" ha dichiarato Blinken in una conferenza stampa a Doha.

Quanto a Gaza, di cui ha discusso anche la ricostruzione e l'assetto di potere futuri con le sue controparti, il capo della diplomazia Usa ha detto: "Troppi civili palestinesi soffrono per l'accesso insufficiente al cibo, all'acqua, alle medicine, ad altri rifornimenti essenziali. Soprattutto i bambini." 

Nella tappa ad Amman sempre domenica, il re di Giordania Abdullah II ha esortato Blinken a usare l'influenza di Washington su Israele per arrivare a "un cessate il fuoco immediato", avvertendo gli Stati Uniti delle "ripercussioni catastrofiche" che il proseguimento delle operazioni militari a Gaza potrebbe avere. 

Blinken si sposta ora negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia saudita, prima della tappa di martedì in Israele, dove lunedì ci sono state proteste contro il governo fuori dal Parlamento, e nei Territori palestinesi.

Il movimento Elections Now ha bloccato l’ingresso della Knesset chiedendo subito nuove elezioni in Israele

Diplomazia Ue: Borrell in Arabia Saudita e Baerbock in Israele

Proprio in Arabia saudita è arrivato l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione Europea, Josep Borrell, dopo la visita in Libano venerdì.

Borrell incontra lunedì il ministro degli Esteri, Faisal bin Farhan, e il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Mohamed Albudaiwi, per discutere di Gaza e dell'escalation di attacchi alle navi commerciali nel Mar Rosso.

È invece in Israele la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, che ha incontrato domenica il suo omologo israeliano, Israel Katz, e il presidente Isaac Herzog.

Il ministro degli Esteri tedesco Baerbock in Israele: “Servono operazioni meno intensive”

Per quanto abbia il "diritto di difendersi", Baerbock ha dichiarato che "sta diventando sempre più chiaro che Israele deve fare di più per proteggere i civili, per combattere Hamas senza danneggiare così tante vite palestinesi".

La ministra tedesca ha fatto un annuncio importante anche riguardo all'Arabia Saudita, a cui la Germania aveva interrotto la vendita di armi dopo l'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuto nel 2018 per mano dei servizi segreti sauditi.

"L'Arabia Saudita contribuisce in modo determinante alla sicurezza di Israele" ha dichiarato Baerbock alla stampa e dunque la Germania non bloccherà più la vendita di 48 caccia Eurofighter, concordata con la Gran Bretagna dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.

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