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Islanda, dopo l'eruzione del vulcano i residenti controllano le proprie case

Vulcano in Islanda
Vulcano in Islanda Diritti d'autore Marco Di Marco/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Marco Di Marco/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Partono i rilievi negli edifici in Islanda dopo l'eruzione del vulcano sulla penisola di Reykjanes. I cittadini sono tornati per brevi visite nelle loro abitazioni, ma la zona resta ancora off-limits

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Proseguono le attività degli operai in Islanda per erigere le barriere difensive volte a bloccare e limitare il flusso di lava del vulcano vicino alla città di Grindavik, nel sud-ovest del Paese, esploso lo scorso 19 dicembre.

Secondo alcuni esperti, l'eruzione è in gran parte terminata, ma l'agenzia meteorologica nazionale del Paese ha invitato a non fare dichiarazioni di questo tipo: potrebbero ancora aprirsi nuove bocche nel terreno.

Controlli nella penisola di Reykjanes per evitare danni a causa della lava

Mentre la lava continua a fluire attivamente dalla grande crepa nella penisola di Reykjanes, gli operai hanno scavato trincee per interrare i tubi dell'acqua calda della centrale elettrica locale che, se interrati, dovrebbero essere più protetti dalla lava. Messi in sicurezza anche i tralicci delle linee elettriche.

I residenti di Grindavik tornano nelle loro case per brevi visite

A Grindavik, gli operai hanno atteso il ritorno dei residenti, controllando le infrastrutture, come le tubature sotterranee, e hanno valutato la possibilità di riempire le numerose crepe presenti in città.

Le autorità hanno rivalutato i rischi per la città di Grindavik, che era stata completamente evacuata settimane fa. Per la prima volta dopo l'eruzione, ai residenti è stato permesso di rientrare, ma sono state consentite solo brevi visite diurne. Grindavik e i villaggi circostanti, però, non sono ancora sicure e restano off-limits fino a nuovo avviso.

Dai primi rilievi, molti edifici sono stati rovinati dalle crepe causate dal terremoto e devono essere demoliti. I residenti temono per il loro futuro, perché molti hanno paura di tornare, ma per coloro che hanno proprietà non c'è scelta.

Quanti vulcani ci sono in Islanda

Il Paese al largo del mare di Groenlandia conta 32 siti vulcanici attivi. In media si verifica un'eruzione ogni quattro-cinque anni, anche se dal 2021 la frequenza è aumentata fino a 12 mesi. L'Islanda si trova in cima a un hotspot vulcanico e alla cosiddetta dorsale medio-atlantica, un'enorme crepa nel fondo dell'oceano causata dalla separazione delle placche tettoniche nordamericana ed eurasiatica. Quando le placche si separano, nuovo magma sale a riempire gli spazi vuoti, innescando terremoti e attività vulcanica.

Osservato speciale il vulcano Katla

Tra i più grandi vulcani attivi del Paese c'è il Katla, che è tenuto sotto stretta osservazione perché si trova sotto una spessa coltre di ghiaccio: una forte eruzione potrebbe sciogliere il ghiaccio e scatenare inondazioni diffuse. L'ultima eruzione del Katla risale al 1918, e durò quasi un mese, privando le colture della luce del sole e uccidendo alcuni capi di bestiame.

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