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In Europa aumentano antisemitismo e islamofobia

Manifestazione nel centro di Londra, 26 novembre 2023.
Manifestazione nel centro di Londra, 26 novembre 2023. Diritti d'autore JUSTIN TALLIS/AFP
Diritti d'autore JUSTIN TALLIS/AFP
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

L'Europa teme un rischio di attacchi terroristici durante il periodo natalizio a causa delle conseguenze della guerra tra Israele e Hamas

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Il 5 dicembre, pochi giorni dopo la morte di un turista tedesco accoltellato da un uomo franco-iraniano a Parigi, la commissaria per gli Affari interni dell'Unione europea Ylva Johansson ha esortato gli Stati membri a rafforzare le misure di sicurezza, avvertendo che i rischi sono legati alla "polarizzazione" che la guerra a Gaza "provoca nella nostra società".

La Commissione europea ha stanziato 30 milioni di euro per rafforzare la sicurezza nelle aree vulnerabili, con particolare attenzione ai luoghi di culto.

"Una delle cose che accade quando divampa il conflitto a Gaza è che c'è sempre un picco di incidenti antisemiti", ha spiegato il dottor Jonathan Boyd, direttore esecutivo dell'Institute for Jewish Policy Research di Londra.

Incidenti e attacchi in Europa

A novembre, il Consiglio francese del culto musulmano ha dichiarato di aver ricevuto decine di lettere contenenti minacce o insulti e che 14 moschee sono state vandalizzate dopo l'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre.

A Londra, secondo la polizia metropolitana, i reati di islamofobia sono aumentati del 140%. 

Molti atti di questo tipo sono stati segnalati in tutta Europa dal 7 ottobre: "siamo profondamente preoccupati per questi sviluppi ed esprimiamo solidarietà ai nostri concittadini musulmani", hanno scritto il 29 novembre i rappresentanti di 10 Paesi dell'Ue.

Aumentati anche gli attacchi antisemiti: solo nella seconda settimana di ottobre, il Ministero dell'Interno francese ha registrato oltre mille atti antisemiti, che hanno portato a centinaia di arresti. Nello stesso mese, il Community Security Trust (Cst) britannico, che ha lo scopo di proteggere la comunità ebraica, ha riportato il più alto numero di attacchi mai registrato.

Il Ministero israeliano per gli Affari della Diaspora ha dichiarato un aumento del 500% di casi di antisemitismo durante le prime tre settimane del conflitto. Secondo i dati, Germania, Francia e Regno Unito hanno registrato la più alta impennata di incidenti violenti, inclusi le profanazioni di tombe, molestie e minacce contro le comunità ebraiche locali.

Amichai Chikhli, ministro israeliano per gli Affari della Diaspora, ha dichiarato a Euronews che particolare attenzione è focalizzata a ciò che accade sui social network.

Un'attenzione riconosciuta anche dall'Ue: "Dobbiamo riconoscere che l'odio si è spostato molto sulle piattaforme dei social media", ha dichiarato Katharina Von Schnurbein, coordinatrice dell'Ue per la lotta all'antisemitismo e la promozione della vita ebraica.

Divieti di manifestazioni pro-palestinesi

In diversi Paesi le autorità hanno vietato manifestazioni pro-Palestina: èil caso della Germania, dove si parla di un "pericolo imminente" che tali raduni possano sfociare in "slogan antisemiti" e "glorificazione della violenza".

"La polizia tedesca ci pattuglia, perquisisce le nostre case, ci interroga", ha denunciato Majed Abusalama, cofondatore di Palestine Speaks, residente a Berlino. Euronews ha chiesto chiarimenti alla Polizia di Berlino, che ha risposto: "Il colore della pelle, la provenienza, la religione o l'origine etnica di una persona non costituiscono alcuna base per indagini penali o controlli del permesso di soggiorno. Le misure di polizia non si basano fondamentalmente sull'aspetto delle persone, ma sul loro comportamento".

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