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Serbia, l'opposizione in piazza a Belgrado denuncia "brogli elettorali"

Manifestanti si sono riuniti la sera del 18 dicembre a Belgrado contro i risultati elettorali denunciando brogli
Manifestanti si sono riuniti la sera del 18 dicembre a Belgrado contro i risultati elettorali denunciando brogli Diritti d'autore Darko Vojinovic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Darko Vojinovic/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Maria Michela D'Alessandro
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Manifestazioni a Belgrado contro le irregolarità alle elezioni di domenica in Serbia. Leader della coalizione di opposizione iniziano uno sciopero della fame

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Tensioni, incidenti e un arresto nella serata di Belgrado di lunedì 18 dicembre per la manifestazione che ha visto la presenza di migliaia di cittadini riuniti dall’alleanza di opposizione di centrosinistra serba davanti alla sede della Commissione elettorale centrale della città (Rik). 

I partecipanti alla protesta hanno chiesto l’annullamento delle elezioni amministrative tenutesi domenica a Belgrado a causa “di numerose irregolarità e brogli”.

Le accuse degli osservatori, tra cui i rappresentanti dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), sono arrivate q poche ore dall'annuncio della vittoria schiacciante del partito del presidente serbo Aleksandar Vučić alle elezioni parlamentari e locali. I gruppi di opposizione hanno messo in dubbio la validità delle elezioni in seguito al voto illegale di elettori non registrati provenienti dalla vicina Bosnia. Tra le irregolarità segnalate anche "l'acquisto di voti" e "l'inserimento di schede nelle urne".

Secondo quanto ha riportato la stampa serba, i leader della coalizione Marinika Tepic e Miroslav Aleksic dopo aver presentato alla Commissione le prove delle presunte irregolarità verificatesi durante il voto nella capitale, hanno iniziato uno sciopero della fame. Aleksic ha invitato i cittadini riuniti a “impedire lo svolgimento della sessione del Rik” che però si è comunque svolta solo con un leggero ritardo.

In una conferenza stampa a Belgrado, all'indomani del voto che ha sancito la vittoria del partito del progresso serbo (Sns) del presidente Aleksandar Vučić, gli osservatori hanno parlato al tempo stesso di "casi isolati di violenza" e proprio di "accuse sul trasporto di elettori per sostenere il partito al potere nelle elezioni locali" - nella missione degli osservatori hanno fatto parte inviati dell'Osce/Odihr, del Parlamento europeo e del Consiglio d'Europa.

Se le congratulazioni a Vučić non si sono fatte attendere dall'amico ungherese Viktor Orbán, la Germania ha condannato le irregolarità denunciate nelle elezioni serbe definendole “inaccettabili” per un paese candidato all’adesione all’Unione europea.

“La Serbia ha votato, ma l’Osce ha denunciato abusi di fondi pubblici, intimidazioni di elettori e casi di acquisto di voti - ha dichiarato il Ministero degli Esteri, riferendosi alle accuse dell’Osce -. Questo è inaccettabile per un Paese con lo status di candidato all’Ue”.

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