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Giorgia Meloni sul Consiglio europeo: "Soddisfatta su Ucraina e Balcani"

la presidente del Consiglio europeo Giorgia Meloni al summit sui balcani occidentali a Bruxelles
la presidente del Consiglio europeo Giorgia Meloni al summit sui balcani occidentali a Bruxelles Diritti d'autore Omar Havana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Omar Havana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Greta RuffinoAnsa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La presidente del Consiglio afferma che ci sono ancora chiari e scuri nel bilancio europeo, dopo che l'ungherese Viktor Orbán ha posto il veto sulla revisione. Ma si compiace per il via libera all'adesione di Kiev e degli altri Paesi dei Balcani all'Ue

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La premier italiana Giorgia Meloni in un punto stampa al termine del Consiglio europeo si è detta “molto soddisfatta” su quanto fatto su Ucraina e Balcani. Il Consiglio europeo ha deciso di avviare i negoziati di adesionecon l'Ucraina e la Moldova e di concedere lo status di Paese candidato alla Georgia. La Bosnia-Erzegovina, invece, dovrà prima soddisfare le precondizioni richieste dalla Commissione per cominciare i negoziati di adesione.

"Si tratta di un risultato di rilevante valore per l'Ue e per l'Italia, dopo un negoziato complesso, in cui abbiamo giocato un ruolo di primo piano nel sostenere attivamente sia Paesi del trio orientale sia la Bosnia-Erzegovina e i Paesi dei Balcani occidentali", ha commentato Meloni.

Ma gli occhi erano puntati su Kiev e sul primo ministro ungherese Viktor Orbán, che non aveva fatto mistero di essere contrario ad aprire i negoziati con l'Ucraina di Zelensky. Orban alla fine ha ceduto e ha lasciato l'aula al momento della votazione senza mettere il veto e consentendo così al Consiglio di raggiungere l'unanimità.

Meloni ha incontrato Orbán giovedì per cercare un compromesso sull'Ucraina e sul bilancio Ue. Secondo la premier, serve mediare con tutti. "Io ho fatto esattamente quello che ho detto che avrei fatto. Penso sia molto più utile se si parla con tutti e si cerca un punto di incontro". 

Bisogna avere la capacità di dialogo. Questo ha consentito all'Italia di giocare un ruolo da protagonista, secondo quanto sostiene la presidente del Consiglio. "Siamo riusciti in tutti gli intenti che avevamo ma anche per questobisogna continuare a lavorare per arrivare agli obiettivi". Al momento, però, la posizione dell'Ungheria non cambia e il primo ministro ungherese non sembra disposto a cedere.

Ancora troppa distanza sul Patto di stabilità

"Sul Patto di stabilità dobbiamo trovare un equilibrio", ha detto Meloni. Il Patto, l’insieme delle regole che garantiscono la disciplina di bilancio dei Paesi dell'Unione europea, per l’appartenenza all’Unione economica e monetaria, non è stato oggetto dei lavori ma ci sono state interlocuzioni a margine.

"Ho avuto un bilaterale con Macron, poi Scholz che era seduto al tavolo accanto si è fermato. Con il presidente francese abbiamo affrontato dal tema del Patto di stabilità a tutti gli altri dossier su cui pensiamo si possa costruire una convergenza" e sul Patto "ci sono" diversi punti di "convergenza comune".

Chiaroscuri nel bilancio del Consiglio europeo

Un altro punto toccato nel corso del vertice ha riguardato il Bilancio europeo. Non è stato trovato un accordo a causa del veto di Orbán alla revisione, anche se secondo la premier "è alla portata". Per la migrazione non era previsto niente e ora "ci sono quasi 10 miliardi di euro", ha sottolineato. Si tratterebbe "di un grande risultato", secondo Meloni, che però deve essere confermato al Prossimo Consiglio europeo.

In materia di migrazione l'Italia ha stipulato un accordo con l'Albania a novembre che prevede che il Paese balcanico ospiti nel proprio territorio due centri italiani per la gestione dei migranti. La Corte costituzionale albanese ne ha sospeso la ratifica questa settimana dopo due ricorsi del Partito democratico albanese che ne ha sottolineato l'incostituzionalità. Secondo lUe l'accordo non è in contrasto con il diritto comunitario ma al di fuori della giurisdiziopne europea.

"Sono ottimista" che non ci sia un rischio di fallimento dell'intesa con l'Albania sui Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), ha dichiarato Meloni, "ma rispetto le decisioni di una nazione sovrana".  "Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane e, se tutto andrà bene, faremo del nostro meglio nelle prossime settimane per accelerare ancora di più. Per ora non abbiamo bisogno di un piano B, eventualmente lo cercheremo", ha aggiunto.

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