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Uk, ritorna a sorpresa David Cameron agli Esteri: tira aria di crisi per il governo Sunak

Il nuovo ministro degli Esteri britannico David Cameron
Il nuovo ministro degli Esteri britannico David Cameron Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Ilaria Cicinelli
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Dopo sette anni di assenza David Cameron irrompe di nuovo nella scena politica. L'ex primo ministro, leader per anni dei conservatori e volto del referendum sulla Brexit nel 2016, torna in campo come ministro degli Esteri. Una mossa vista da molti come un disperato tentativo di rilanciare il governo

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Nessuno se lo aspettava, eppure è tornato a gran sorpresa al governo, sotto gli occhi sbalorditi di molti. David Cameron, ex primo ministro del Regno Unito dal 2010 al 2016, irrompe di nuovo nella scena politica britannica come ministro degli Esteri.

Il rimpasto di governo arriva dopo il licenziamento di Suella Braverman come ministro degli Interni, per aver criticato in un articolo la polizia londinese che ha autorizzato una manifestazione per il cessate il fuoco a Gaza l'11 novembre scorso. L'articolo in questione  non aveva però ricevuto luce verde da Downing street prima di finire sul Times.
Una goccia che ha fatto traboccare il vaso dato che Braverman era già stata pesantemente criticata per il suo orientamento politico, considerato di estrema destra, in particolare per le sue affermazioni riguardo i senzatetto e la linea dura sull'immigrazione. Soprannominata "Crudelia", l'ex ministra è stata una fervente sostenitrice del progetto di deportazione di massa degli immigrati in Ruanda.

James Cleverly è stato dunque chiamato a prendere il posto di Braverman, lasciando così vacante il ruolo di ministro degli Esteri.

Rientra dunque in gioco Cameron, 57 anni, sette anni dopo il ritiro dalla scena politica. Una figura per molti controversa, nota soprattutto per il referendum che ha portato il Regno Unito a uscire dall'Unione europea, la cosiddetta Brexit. L'ex primo ministro, convinto che il Paese avrebbe votato per rimanere nell'Ue, si era infatti dovuto dimettere dopo l'esito del referendum.
Ora, per entrare nel governo, Cameron riceverà un titolo nobiliare per sedere nella Camera dei Lord. In Gran Bretagna infatti non è possibile diventare ministro senza essere un membro del Parlamento. 

"Sebbene abbia lasciato la politica in prima linea negli ultimi sette anni" ha dichiarato Cameron in un comunicato, "Spero che la mia esperienza - come leader dei conservatori per 11 anni e primo ministro per sei - mi aiuti ad aiutare il primo ministro ad affrontare queste sfide vitali". 

I conservatori in crisi, critiche per Sunak

Nel tentativo di rilanciare il governo in vista delle elezioni legislative del prossimo anno, il premier britannico Rishi Sunak ha scelto dunque di puntare sull'ex primo ministro. Sunak al momento annaspa insieme al suo partito tra un'economia stagnante, un'inflazione sempre più alta, un sistema sanitario sovraccarico e un'ondata di scioperi nel settore pubblico. I conservatori, alla guida del Paese da 13 anni, sono da mesi indietro nei sondaggi di almeno 15-20 punti, rispetto ai laburisti.

Sunak, fervente sostenitore della Brexit nei mesi del referendum, rischia così di attirare su di sé le ire dell'ala più a destra nel partito conservatore. L'ex ministra Braverman è infatti tra i personaggi di spicco nella fazione populista del partito. 

Il mese scorso Sunak ha cercato di dipingere il suo governo come una forza del cambiamento, affermando che avrebbe spezzato "il sistema di potere trentennale" che comprende i governi di Cameron e di altri predecessori conservatori. 

"Qualche settimana fa, Rishi Sunak aveva detto che David Cameron faceva parte di un sistema di potere fallito", ha dichiarato il deputato laburista Pat McFadden, "Ora lo sta riportando indietro usandolo come zattera di salvataggio".

Oltre ad aver portato alla Brexit, il governo di Cameron ha imposto anni di tagli alla spesa pubblica dopo la crisi finanziaria globale del 2008, che hanno logorato il sistema di welfare del Paese e il servizio sanitario finanziato dallo Stato. Cameron è stato anche tra i principali fautori dell'uso della forza della Nato in Libia nel 2011. Sebbene si dicesse "orgoglioso" del ruolo del Regno Unito in Libia, sono fioccati su di lui giudizi negativi.
A più riprese Cameron è stato fortemente criticato perché le operazioni militari non si sarebbero svolte secondo un'adeguata analisi dell'intelligence e per non aver dichiarato in modo esplicito la volontà di influire sul cambio di regime, oltre a essersi sottratto alla responsabilità morale di aiutare a ricostruire il Paese. Dopo aver lasciato il suo incarico, è stato coinvolto in uno scandalo per le sue attività di lobbying per la Greensill Capital, una società di servizi finanziari che è poi crollata. 

Tim Bale, professore di politica alla Queen Mary University di Londra, ha detto che la nomina di Cameron "Da la misura della disperazione che circonda questo governo. È difficile credere che questa mossa possa impressionare gli elettori, sia che si tratti di fautori della Brexit che disprezzano David Cameron per essere favorevole a rimanere nell'Ue, sia che si tratti di chi ha votato per restare e che disprezza David Cameron per aver indetto e perso il referendum".

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