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Macron apre il Forum della pace di Parigi: "Solidarietà internazionale ai Paesi vulnerabili"

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Di Michela Morsa
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il presidente francese ha detto che in questo momento è necessario aiutare i Paesi del Medio Oriente per evitare che vengano trascinati nel conflitto tra Israele e Hamas

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È iniziato nella capitale francese il Forum per la pace di Parigi, l'iniziativa ideata dal presidente Emmanuel Macron nel 2017 per incentivare l'adozione di misure concrete che rafforzino il multilateralismo e preservino la pace, al suo sesto appuntamento annuale dopo l'incontro preparatorio della scorsa primavera. 

Moderando il primo panel del Forum, Macron ha parlato del "Patto di Parigi per i popoli e il Pianeta", la dichiarazione firmata lo scorso giugno al termine del Summit for a new global financing pact, che ha riunito nella capitale francese capi di Stato, organizzazioni, aziende e rappresentanti della società civile per ragionare su un mondo più giusto e sostenibile. 

Il Patto di Parigi, ha detto Macron, si basa su quattro semplici principi, di cui ha enunciato i due più importanti: "Nessuna Nazione deve scegliere tra la lotta alla disuguaglianza e la salvaguardia del Pianeta, del clima e della biodiversità. In secondo luogo, il percorso deve essere scelto sovranamente da ogni Nazione. Non c'è un modello che debba essere deciso per l'intero Pianeta da Washington, Bruxelles, Londra o qualsiasi altra capitale del Nord". 

E la ministra degli Esteri francese ha colto l'occasione per presentare una relazione sui progressi del Patto: "La Germania è diventata oggi il 40esimo Stato ad approvare il Patto", ha annunciato su X (ex Twitter).

Gli altri due principi del Patto riguardano l'aspetto più prettamente finanziario e sottolineano come sia necessario aiutare maggiormente le economie vulnerabili a far uscire le loro popolazioni dalla povertà, proteggendo al contempo il Pianeta. In questo, è fondamentale il ruolo del capitale privato e del sistema finanziario internazionale. 

A questo proposito, Macron si è rivolto ai Paesi "vulnerabili" del Medio Oriente. "Tutto è collegato. Oggi abbiamo Paesi molto vulnerabili che, se non aiutiamo attraverso la solidarietà internazionale, saranno trascinati dal conflitto in corso. L'azione del Fondo monetario internazionale, in particolare in Giordania e in Egitto nel contesto del conflitto, è assolutamente decisiva".

Giovedì l'Fmi ha annunciato un accordo per fornire 1,2 miliardi di dollari in aiuti alla Giordania, che teme le conseguenze della guerra che infuria da un mese tra Israele e il gruppo palestinese Hamas. Durante il Forum la direttrice generale Kristalina Georgieva ha anche accennato all'idea di fornire "più" aiuti all'Egitto, anch'esso colpito dal conflitto. 

"Sappiamo che se vogliamo essere credibili, dobbiamo esserlo su due questioni: la solidarietà finanziaria, come mobilitare una maggiore potenza finanziaria, e come garantire che non ci troviamo di fronte a un mondo in cui pochi decidono per gli altri, cioè l'inclusività", ha sottolineato dalla stessa tavola rotonda il presidente del Consiglio europeo.

Messaggi di pace

All'evento è intervenuto anche il Segretario generale dell'Onu Antonio Guterres con un messaggio preregistrato, sostenendo la necessità di "passare da un mondo di rivalità alla ricerca di un terreno comune".

"Cercare un terreno comune significa ripensare il nostro approccio alla pace e alla sicurezza, affrontando le cause profonde dei conflitti e impedendo ai semi della guerra di germogliare. Per questo motivo ho chiesto la riforma del Consiglio di sicurezza e ho proposto idee per una nuova agenda per la pace basata sulla Carta delle Nazioni unite e sul diritto internazionale", ha dichiarato Guterres. 

Anche Papa Francesco ha inviato un messaggio di incoraggiamento agli organizzatori "nella speranza che questo incontro (...) possa contribuire alla costruzione di un mondo più giusto, unito e pacifico".

"Costruire la pace è un processo lungo e paziente che richiede coraggio e l'impegno concreto di tutte le persone di buona volontà. Una pace duratura si costruisce giorno per giorno attraverso il riconoscimento, il rispetto e la promozione della dignità della persona umana e dei suoi diritti fondamentali", ha sottolineato il Papa.

"Pur riaffermando il diritto inalienabile all'autodifesa e la responsabilità di proteggere coloro la cui esistenza è minacciata, dobbiamo riconoscere che la guerra è sempre una sconfitta dell'umanità", ha aggiunto, con un chiaro riferimento al conflitto in corso tra Israele e Hamas.

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