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Crisi in Medio Oriente, Ue e Nato accolgono il re di Giordania a Bruxelles

Il re di Giordania Abdullah II
Il re di Giordania Abdullah II Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Andrea Barolini
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La Giordania ha richiamato il proprio ambasciatore a Tel Aviv in segno di protesta per i bombardamenti indiscriminati di Israele nella Striscia di Gaza

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L'Unione Europea e la Nato hanno accolto il re giordano Abdullah II e suo figlio, il principe ereditario Hussein. Entrambe le istituzioni con sede a Bruxelles stanno cercando di mantenere strette le relazioni diplomatiche con la Giordania, mentre è in corso il conflitto tra Israele e Hamas.

Abdullah II ha incontrato Ursula von der Leyen e Jens Stoltenberg

Il sovrano e il principe ereditario Hussein hanno visitato martedì la Commissione europea, dove hanno incontrato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il giorno prima, hanno incontrato il segretario generale dell'Alleanza atlantica Jens Stoltenberg.

La Giordania ha imposto uno strappo alle proprie relazioni con Tal Aviv, richiamando il proprio ambasciatore nello Stato ebraico e invitando il suo omologo israeliano a non tornare ad Amman finché la crisi non sarà terminata. 

Blinken in Giappone per il vertice di un G7 diviso

I leader arabi, che denunciano la morte di migliaia di civili palestinesi a causa dei bombardamenti dell'esercito di Tel Aviv, hanno chiesto nuovamente un cessate il fuoco immediato per garantire l'arrivo di aiuti umanitari alla popolazione. 

Al contempo, il segretario di Stato americano Antony Blinken è arrivato in Giappone martedì per un incontro dei ministri degli Esteri del G7. Obiettivo: cercare una linea comune su Gaza mentre crescono le richieste di far tacere le armi. Blinken non ha rilasciato commenti pubblici al suo arrivo a Tokyo. 

Gli Stati Uniti hanno chiesto "pause tattiche" ma Israele continua a bombardare

Nella Striscia di Gaza, il bilancio delle vittime, secondo quanto riferito da Hamas, ha intanto superato quota 10mila, compresi oltre quattromila bambini. Anche gli Stati Uniti, ferrei alleati di Israele, hanno parlato di possibili "pause tattiche" e sottolineato la necessità di aiutare i civili intrappolati. Per ora, però, l'esercito della nazione ebraica non ha mai smesso di bombardare. 

E, finora, una sola nazione del G7 ha votato a favore di una risoluzione delle Nazioni Unite che chiedeva un'immediata "tregua umanitaria": la Francia. Gli Stati Uniti hanno votato contro mentre Giappone, Gran Bretagna, Italia, Germania e Canada si sono astenuti.

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