Madrid, 100mila persone in piazza contro l'amnistia per i separatisti catalani

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Di Michela Morsa
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La manifestazione organizzata da una fondazione vicina al partito di estrema destra Vox mentre si concretizza la possibilità che il primo ministro ad interim Pedro Sanchez conceda l'amnistia in cambio dell'appoggio al suo governo

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Circa 100mila persone si sono riunite questa domenica a Madrid per protestare contro l'intenzione del primo ministro ad interim Pedro Sánchez di concedere un'amnistia ai separatisti catalani in cambio del loro sostegno in Parlamento, indispensabile per la formazione di un nuovo governo socialista.  

La mobilitazione, il cui slogan era "Contro l'amnistia e il golpe di Sánchez", è stata organizzata della Fondazione Denaes, vicina al partito di estrema destra Vox, i cui leader erano presenti. 

Seppur organizzata da tempo, la manifestazione arriva all'indomani della riunione del Comitato federale  del Partito socialista nella capitale spagnola, durante il quale, per la prima volta, Pedro Sánchez ha esplicitamente dichiarato di essere favorevole alla concessione dell'amnistia a coloro che sono stati coinvolti nella fallita richiesta di indipendenza della Catalogna nel 2017. 

Il primo ministro ad interim ha motivato la sua posizione dicendo che l'amnistia è necessaria "per il bene della Spagna, a difesa della convivenza tra i cittadini". Sánchez ha detto che "in politica il coraggio a volte si manifesta facendo di necessità virtù". "Si tratta di una misura - ha concluso - necessaria perché la Spagna possa avere un altro governo progressista e evitare che, invece, ci possa essere un esecutivo di estrema destra".

A questo punto il negoziato con i partiti indipendentisti catalani, Erc e Junt, entra nel vivo. A ogni modo l'eventuale accordo per essere attuato dovrà  essere approvato dagli iscritti del Psoe. A partire da domani, sino a sabato mattina, i circa 172mila aderenti al Partito socialista operaio spagnolo potranno votare su una piattaforma online, rispondendo al seguente quesito: "Appoggi l'accordo per formare un governo con Sumar e con le altre forze politiche?". 

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