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Bruxelles, "Uniti contro il terrorismo" . Il messaggio dei primi ministri di Belgio e Svezia

Memoriale a Bruxelles
Memoriale a Bruxelles Diritti d'autore AP Photo/Martin Meissner
Diritti d'autore AP Photo/Martin Meissner
Di Debora Gandini
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Osservati momenti di silenzio durante le partite di qualificazione Uefa in tutta Europa in memoria dei tifosi assassinati e di altre recenti vittime di violenza

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Uniti contro il terrorismo. E’ il messaggio inviato dal primo ministro del Belgio e della Svezia dopo che due tifosi di calcio svedesi sono stati uccisi lunedì a Bruxelles da un 45 enne sospettato di essere un estremista islamico. L’uomo, un immigrato clandestino tunisino, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dalla polizia.

Il primo ministro belga Alexander De Croo ha sottolineato che "Questa lotta non è facile. Lo abbiamo visto negli ultimi anni. È una battaglia che dobbiamo vincere e voglio che sia chiaro che è una battaglia che vinceremo e la vinceremo insieme". Parole condivise anche dal premier Ulf Kristersson "Proteggere le nostre società, difendere e attenersi ai nostri valori è fondamentale. Non rinunciamo ai nostri valori. Non siamo noi quelli che dovrebbero cambiare il nostro modo di vivere."

Intanto martedì sono stati osservati momenti di silenzio durante le partite di qualificazione Uefa in tutta Europa in memoria dei tifosi assassinati e di altre recenti vittime di violenza.

La ricostruzione dei fatti

È stato ucciso dalla polizia l'uomo che lunedì intorno alle 19 ha freddato due tifosi svedesi e ferito un tassista a colpi di kalashnikov vicino a una stazione di Bruxelles, non lontano dal centro. Anche l'arma è stata recuperata. La notizia, riportata dai media nazionali, è stata confermata dalla Procura belga.

L'uomo sarebbe stato ferito gravemente alla schiena da un proiettile in uno scontro a fuoco con la polizia. Le forze dell'ordine sono intervenute intorno alle 7 di mattina dopo aver ricevuto una segnalazione secondo la quale l'uomo era seduto in un caffè di Schaerbeek, quartiere a nord di Bruxelles dove avrebbe abitato con moglie e figlia. Già il quotidiano belga Le Soir aveva parlato di alcune perquisizioni della polizia nelle prime ore di martedì nel quartiere.

Il primo ministro belga Alexander De Croo ha detto che l'attentatore era un uomo di origine tunisina di 45 anni che abitava illegalmente in Belgio, identificato come Abdesalem Lassoued. Il ministro della Giustizia, Vincent Van Quickenborne, ha detto che l’uomo aveva chiesto asilo in Belgio nel novembre del 2019 ed era già noto alle autorità perché nel 2016 una polizia straniera aveva segnalato la sua "radicalizzazione", ma dopo i dovuti accertamenti non era stato inserito nell'elenco degli individui potenzialmente pericolosi.

De Croo ha definito i due omicidi "un attacco terroristico brutale" e ha aggiunto che non è stato un attacco casuale: l’attentatore avrebbe preso di mira volutamente i tifosi svedesi in ritorsione contro le manifestazioni tenutesi gli scorsi mesi in Svezia in cui era stato bruciato il Corano. In agosto lo stesso governo svedese aveva deciso di alzare l’allerta per minaccia terroristica dal livello 3 al 4, su una scala di cinque.

La caccia all'uomo era scattata lunedì sera in tutto il Paese. Nella capitale era stato proclamato il massimo livello di allerta e nel resto del Belgio il livello era stato alzato da 2 a 3. L'attacco, durante il quale l'aggressore avrebbe urlato "Allah Akbar", è stato classificato come terrorismo.

I media hanno diffuso video amatoriali che mostrano l'uomo che spara più volte nei pressi di una stazione utilizzando un'arma di grandi dimensioni, presumibilmente un kalashnikov. Altri video lo mostrano in fuga per le strade di Bruxelles alla guida di un motorino.

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