La crisi idrica in Europa: quanto è grave e cosa si può fare?

A giugno l'Italia ha affrontato la peggiore siccità degli ultimi 70 anni. Le risaie della pianura padana si sono prosciugate, mettendo a rischio il raccolto
A giugno l'Italia ha affrontato la peggiore siccità degli ultimi 70 anni. Le risaie della pianura padana si sono prosciugate, mettendo a rischio il raccolto Diritti d'autore Luca Bruno/Copyright 2022 The AP. All rights reserved
Di Estelle Nilsson-Julien
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Negli ultimi anni il 30% della popolazione dell'UE è stato colpito da problemi di approvvigionamento idrico. Con una situazione destinata a peggiorare, cosa significa per l'Europa e come può gestire la situazione?

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Molti cittadini europei possono permettersi il lusso di non preoccuparsi del proprio accesso all'acqua. Ma con l'aumento della popolazione del Pianeta e della domanda, si prospetta una crisi globale. Cosa significa e come può l'Europa gestire questa preziosa risorsa?

Due litri d'acqua sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno giornaliero di una persona, ma ne occorrono tremila per il cibo. Soddisfare questa necessità diventerà sempre più impegnativo per l'irrigazione agricola, che consuma il 70% dell'acqua dolce a livello mondiale. "Importiamo molto cibo e quindi dipendiamo da come viene gestita l'acqua in altre parti del mondo", ha dichiarato a Euronews Naho Mirumachi, professore di Politica ambientale al King's College di Londra.

Circa 3,6 miliardi di persone nel mondo hanno già un accesso inadeguato all'acqua, con il Medio Oriente e l'Africa maggiormente colpiti. "Il cibo che consumiamo dovrà probabilmente provenire sempre più spesso da altre parti del mondo, poiché non saremo più in grado di produrre alcuni alimenti in Europa a causa del clima troppo caldo", ha dichiarato a Euronews Jippe Hoogeveen, esperto di suolo e acqua della Fao.

Alcuni raccolti potrebbero essere cancellati

La Spagna è uno dei Paesi europei più colpiti dal problema. Dopo tre anni di scarse precipitazioni e temperature elevate, all'inizio di quest'anno il servizio meteorologico nazionale ha dichiarato una "siccità a lungo termine". Il coordinatore spagnolo delle organizzazioni dei contadini e degli allevatori ha addirittura avvertito che alcuni raccolti potrebbero essere cancellati.

Ma anche i Paesi dell'Europa settentrionale e orientale sono sempre in difficoltà sulle riserve idriche. "La gente pensa che il Regno Unito sia un Paese piovoso, ma in realtà anche noi stiamo sperimentando la siccità e alcune aree forniscono produzioni agricole importante per noi", ha dichiarato Naho Mirumachi.

I bisogni idrici del settore dell'energia

La scarsità di risorse idriche non è una minaccia solo per l'agricoltura, ma anche per il settore energetico. "Muoversi verso un'era di energia pulita significa puntare anche sull'idroelettrico", ha spiegato Mirumachi, "se abbiamo meno acqua nei nostri fiumi, significa che non potremo fare affidamento su di essa".

Le centrali idroelettriche - che utilizzano l'acqua per produrre elettricità o per alimentare macchinari - rappresentano un'alternativa energetica sostenibile agli impianti alimentati da combustibili fossili.

Crescita della popolazione

L'aumento della popolazione mondiale, destinata a raggiungere gli 8,5 miliardi di persone entro il 2030, ci sarà maggiore pressione sulle risorse idriche. Una popolazione che non solo cresce, ma consuma anche di più.

"La fascia della classe media si amplia e i consumatori avranno bisogno di più beni materiali, non solo di cibo, ma anche di oggetti come telefoni, che sono ad alta intensità idrica. Quindi non è solo il cambiamento climatico a determinare la scarsità d'acqua", ha spiegato Naho Mirumachi.

Mitigare la pressione sulle risorse idriche significa garantire un approvvigionamento sicuro per gli esseri umani, nel rispetto dell'ambiente: "Ci sarà un effetto a catena sugli ecosistemi e sulla salute dei fiumi. Se c'è meno acqua, potrebbe esserci meno biodiversità, la cui tutela è invece fondamentale per mantenere il nostro ambiente sano", ha aggiunto Mirumachi.

Cosa sta facendo l'UE per prevenire la scarsità d'acqua?

L'Organizzazione meteorologica mondiale ha avvertito che il ciclo dell'acqua nel mondo si sta "sbilanciando", e ha chiesto un "cambiamento profondo delle politiche" nel suo rapporto 2022 sulle risorse idriche globali.

Dal 2000 l'Unione Europea ha cercato di affrontare il problema, attraverso la direttiva quadro sulle acque, che punta a garantire la qualità delle acque europee. Tuttavia, il 90% dei bacini fluviali di vari Paesi membri sarà ancora insalubre nel 2027, secondo le conclusioni di un rapporto pubblicato dal WWF e dalla Living Rivers Europe Coalition.

Secondo Nihat Zal, project manager dell'Agenzia europea per l'ambiente, la risposta dell'Europa è stata efficace, ma deve essere accelerata "a diverse scale, a livello locale, nazionale e comunitario, in modo da migliorare anche il livello di preparazione alle incertezze".

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