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Dagli Usa le voci di un imminente incontro tra Putin e Kim Jong Un per la vendita di armi a Mosca

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Image Diritti d'autore 朝鮮通信社/KCNA via KNS
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Di Michela Morsa
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No comment dal Cremlino, ma ventilata la possibilità di esercitazioni militari congiunte

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Si rincorrono le voci di un imminente incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong Un per discutere della vendita di armi a Mosca da parte di Pyongyang per la sua guerra in Ucraina. 

È stato per primo il New York Times ad affermare, citando in forma anonima alcuni funzionari statunitensi, che i due leader potrebbero incontrarsi la prossima settimana nella città di Vladivostok, sulla costa russa del Pacifico e non lontano dalla Corea del Nord, dove dal 10 al 13 settembre si terrà il Forum economico orientale. 

I due dovrebbero suggellare uno scambio in cui Mosca aquisterebbe artiglieria e missili anticarro, mentre Pyongyang avrebbe in cambio tecnologie all'avanguardia per satelliti e sottomarini a propulsione nucleare, oltre a spedizioni di cibo ed energia. 

Dopo le rivelazioni del quotidiano statunitense, lunedì anche la Casa Bianca ha confermato la possibilità di un vertice

"Come abbiamo messo in guardia pubblicamente, i negoziati sulla fornitura di armi tra Russia e Corea del Nord stanno avanzando attivamente", ha ricordato in un e-mail alla stampa la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Adrienne Watson. "Abbiamo informazioni secondo cui Kim Jong Un si aspetta che queste discussioni continuino e includano uno scambio diplomatico al più alto livello in Russia".

Martedì il Cremlino, attraverso le dichiarazioni del suo portavoce Dmitry Peskov, si è rifiutato di confermare le notizie in arrivo dagli Stati Uniti. Ma ha ventilato la possibilità di esercitazioni militari congiunte, come già annunciato lunedì dal ministro della Difesa Sergei Shoigu. "Ne stiamo discutendo con tutti, anche con la Corea del Nord. Perché no? Sono i nostri vicini", ha dichiarato il ministro ai giornalisti. 

La Casa Bianca ha anche denunciato lavisita di Shoigu in Corea del Nord alla fine di luglio, dove ha partecipato a una parata militare insieme a Kim Jong Un. L'obiettivo sarebbe stato "cercare di convincere Pyongyang a vendere munizioni di artiglieria alla Russia".

Preoccupazione internazionale

Come denunciato da Washington, Londra, Seul e Tokyo, l'acquisto di armi e munizioni dalla Corea del Nord costituirebbe una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sostenute dalla Russia, che vietano il commercio di armi con il Paese isolato. 

È dall'anno scorso che i funzionari statunitensi sospettano che la Corea del Nord fornisca alla Russia proiettili d'artiglieria, razzi e altre munizioni, molte delle quali sarebbero copie di munizioni di epoca sovietica. 

La scorsa settimana Washington aveva confermato che Pyongyang ha fornito razzi e missili per la fanteria alla Russia nel 2022 per essere utilizzati dal gruppo paramilitare privato Wagner.

E il portavoce capo del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirby, aveva espresso l'allarme per il rapido progresso di ulteriori negoziati e aveva invitato il regime comunista a "cessare" le discussioni.Secondo Kirby, "questi potenziali accordi vedrebbero la Russia ricevere quantità significative" di armamenti, che sarebbero chiaramente usate "contro l'Ucraina"

Anche un funzionario del ministero dell'Unificazione sudcoreano ha dichiarato all'Afp che ci sono diverse "indicazioni" che i colloqui tra Pyongyang e Mosca su future forniture di armi stiano progredendo.

Il parere degli esperti

"La Russia ha urgente bisogno di (forniture belliche). Se così non fosse, come potrebbe il ministro della Difesa di un Paese potente e in guerra andare in un Paese piccolo come la Corea del Nord?", ha dichiarato Kim Taewoo, ex capo del Korea institute for national unification di Seoul. Ha detto che Shoigu è stato il primo ministro della Difesa russo a visitare la Corea del Nord dalla disintegrazione dell'Unione Sovietica del 1991.

La Corea del Nord possiede vaste scorte di munizioni, ma Du Hyeogn Cha, analista dell'Asan institute for policy studies di Seoul, dubita che possa inviare rapidamente quantità significative alla Russia, perché lo stretto collegamento terrestre tra i Paesi può gestire solo una quantità limitata di traffico ferroviario.

Secondo gli esperti, le priorità di Kim sarebbero il prestigio, le spedizioni di aiuti e la tecnologia militare e nucleare

"Sarebbe un accordo 'win-win' per entrambi, dato che Putin è messo alle strette per le sue scorte di armi esaurite, mentre Kim deve affrontare le pressioni della cooperazione trilaterale Corea del Sud-Stati Uniti-Giappone", ha dichiarato Nam Sung-wook, ex direttore dell'Istituto per la strategia di sicurezza nazionale, un think tank gestito dall'agenzia di spionaggio della Corea del Sud. "Le loro esigenze ora si sposano perfettamente".

La chiusura delle frontiere a causa della pandemia ha lasciato la Corea del Nord in gravi difficoltà economiche e Kim probabilmente cercherà di rifornirsi di cibo ed energia per far fronte alle carenze. È anche probabile che Kim sfrutti l'infittirsi delle relazioni con Mosca per la suapropaganda interna, come segno che il Paese sta superando gli anni di isolamento. 

Le esercitazioni congiunte

Lunedì Shoigu ha dichiarato che la Russia e la Corea del Nord stanno valutando la possibilità di effettuare esercitazioni militari bilaterali. In precedenza, l'agenzia di spionaggio della Corea del Sud aveva riferito di una proposta di Shoigu di un'esercitazione trilaterale con la partecipazione della Cina.

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In ogni caso, si tratterebbe delle prime esercitazioni militari congiunte di Pyongyang con un Paese straniero dalla fine della guerra di Corea del 1950-53. Il Paese ha sempre evitato di addestrarsi con altri Paesi, in linea con la sua filosofia ufficiale di "juche", ossia "autosufficienza".

Kim Taewoo ha spiegato che l'espansione della cooperazione di sicurezza tra Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone potrebbe spingere Kim Jong Un a rompere questo tabù e a organizzare esercitazioni con Russia e Cina per la prima volta.

Ma Nam Sung-wook, che ora è professore alla Korea University, ha detto che probabilmente la Corea del Nord non accetterà l'offerta, perché potrebbe lasciare il Paese ancora più dipendente dalla Cina e dalla Russia.

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