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Distributore esploso in Romania, aperta un'inchiesta

I danni provocati dalle due deflagrazioni nei pressi di Bucarest, in Romania
I danni provocati dalle due deflagrazioni nei pressi di Bucarest, in Romania Diritti d'autore DANIEL MIHAILESCU/AFP or licensors
Diritti d'autore DANIEL MIHAILESCU/AFP or licensors
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Le autorità della Romania hanno aperto un'inchiesta sulle esplosioni avvenute in un distributore abusivo di gas non lontano da Bucarest, che hanno provocato due morti e decine di feriti

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È stata aperta un'inchiesta dopo le due esplosioni che hanno distrutto una stazione di rifornimento di gas priva di licenza nei pressi della capitale della Romania, Bucarest. Le deflagrazioni, avvenute nella serata di sabato 26 agosto, hanno provocato ingenti danni materiali, ma soprattutto la morte di due persone e il ferimento di altre 56.

Numerosi pompieri con gravi ustioni

Si tratta in gran parte di vigili del fuoco accorsi sul posto, nel comune di Crevedia, per spegnere l'incendio divampato dopo la prima delle sue esplosioni: i pompieri erano al lavoro quando si è verificato il secondo boato. Diversi di loro sono attualmente in condizioni critiche a causa delle ustioni riportate. 

Il primo rogo è stato provocato dal trasferimento di gas da un'autocisterna ad un altra. Si pensa che a causarlo possa essere stata una sigaretta. Centinaia di abitanti della zona si sono messi in fila per donare il sangue nella speranza di poter aiutare i feriti, mentre il presidente della Romania Klaus Iohannis ha definito la vicenda "una tragedia" e si è detto "profondamente addolorato" per quanto accaduto.

Al distributore di gas revocata la licenza tre anni fa

Ii primi risultati delle indagini, intanto, hanno rivelato che il distributore di Gpl era stato ufficialmente chiuso tre anni fa e funzionava illegalmente. L'attività, avviata nel 2011, era stata ufficialmente sospesa nell'ottobre del 2020 dopo che gli organismi di controllo avevano rilevato diverse irregolarità. A più riprese i gestori sono stati multati, fino, appunto, alla revoca dell'autorizzazione ad operare.

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