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Evacuazioni dal Niger, il ponte aereo per il rientro dei cittadini Ue

L'arrivo a Ciampino del primo aereo proveniente dal Niger
L'arrivo a Ciampino del primo aereo proveniente dal Niger Diritti d'autore CLAUDIO PERI/AFP
Diritti d'autore CLAUDIO PERI/AFP
Di Euronews
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Il primo aereo con a bordo cittadini italiani residenti in Niger è atterrato a Ciampino. Anche a Parigi un primo volo. Madrid si prepara a sua volta ad evacuare gli abitanti di nazionalità spagnola

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Un primo volo con a bordo cittadini italiani residenti in Niger è atterrato a Roma. Ad accogliere i connazionali evacuati è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha commentato a caldo:"Siamo soddisfatti, tutto si è svolto ordinatamente".

Allo stesso modo, il primo dei tre aerei inviati dalla Francia per evacuare i primi cittadini dal Niger è atterrato a Parigi. Così come fatto da Italia e Spagna, il governo transalpino ha invitato infatti gli abitanti di nazionalità francese presenti sul territorio della nazione africana a lasciare il Paese africano al più presto, per evitare di rimanere bloccati, vista l'incertezza che regna dopo dopo il colpo di Stato della scorsa settimana.

**La testimonianza **

Sono stati giorni difficili per gli taliani rientrati stamattina all'alba, all'aeroporto militare di Ciampino. 

La testimonianza  di Bianca Ghiselli, operatrice umanitaria di Meduma (Medici per i diritti umani), una delle 87 persone, delle quali 36 italiani, tornate a bordo del Boeing 767 dell'Aeronautica Militare da Niamey, rende l'ide adi cosa sta succedendo in queste ore: 

"Il Niger è assolutamente un contesto fragile,  lo sapevamo. È una situazione complessa, tesa,  speriamo si risolva il prima possibile. Quello che facciamo come operatori umanitari è cercare di andare in contesti con basse risorse per dare una mano e creare delle opportunità. In questo momento, quello che potevamo fare  era limitato, potevamo creare più disagi che altro. Non siamo esperti su tutto, quindi in questa fase abbiamo ritenuto giusto fidarci di chi ha più esperienza e competenza di noi, per agevolare il rientro in Italia. È andato tutto bene. Abbiamo sentito e ricevuto il sostegno del governo e degli italiani, che ringraziamo".

Manifestazioni anti-francesi in Niger

I militari che hanno spodestato il presidente e preso il potere hanno ottenuto l'appoggio di tre nazioni dell'Africa occidentale, governate anch'esse da uomini dei rispettivi eserciti. In particolare il Mali e il Burkina Faso hanno avvertito che ogni azione militare contro il Niger equivarrebbe ad "una dichiarazione di guerra" nei loro confronti. Lasciando temere come la situazione nell'intera macro-regione possa diventare esplosiva.

La situazione nella capitale Niamey rimane tesa, con diverse manifestazioni che sono state organizzate contro l'ex potenza coloniale francese, accusata di riflettere su un possibile intervento militare per ripristinare l'ordine costituito. Una ricostruzione che è stata tuttavia negata con forza da Parigi. 

Il volo della Farnesina

Ad accogliere i 36 connazionali c'era il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha voluto salutare uno ad uno i passeggeri del volo predisposto dal governo.

Con gli italiani anche 21 statunitensi, quattro bulgari, due austriaci, un nigeriano, un nigerino, un ungherese e un senegalese, oltre a 19 militari che hanno chiesto di poter lasciare il Niger. "Tutto si è¨ svolto in maniera ordinata - ha commentato il ministro Tajani - Un successo della nostra diplomazia. La nostra ambasciata rimane aperta, per cercare di difendere qualsiasi tentativo di soluzione diplomatica e supportare tutti i nostri concittadini che hanno deciso per libera scelta di rimanere in Niger. Certamente siamo per il ripristino della democrazia, vedremo lo sviluppo della situazione. La priorità  in questo momento è garantire la sicurezza di tutti i cittadini italiani che sono rimasti in Niger, sia civili che militari".

L'ottimismo del primo ministro del Niger Ouhoumoudou Mahamadou

Resta invece concreta la possibilità di un intervento della Comunità degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas), che ha dato una settimana di tempo ai militari per tornare sui loro passi e lasciare che il presidente destituito Mohamed Bazoum riprenda il proprio posto. Quest'ultimo ha intanto chiesto aiuto alla comunità internazionale.

Il primo ministro nigerino Ouhoumoudou Mahamadou, ha tuttavia manifestato ottimismo: "È una situazione che può essere risolta prima che l'Ecowas intervenga militarmente. Su questo sono positivo. Innanzitutto perché abbiamo un presidente che è certamente in ostaggio, ma di buon umore e pronto ad affrontare la situazione. Ma anche i golpisti si dice siano patrioti".

Il presidente del Ciad ha tentato una mediazione nella giornata di lunedì, incontrando sia Bazoum (con il quale ha pubblicato una fotografia), sia il generale Abdourahmane Tchiani, il capo delle guardie presidenziali che, da venerdì 28 luglio si è autoproclamato nuovo presidente del Niger.

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