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L'Egitto concede la grazia a Patrick Zaki, la decisione di al-Sisi

Patrick  Zaki con la sorella
Patrick Zaki con la sorella Diritti d'autore Czarek Sokolowski/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Czarek Sokolowski/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il presidente egiziano al-Sisi ha concesso la grazia a Patrick Zaki, a pochi giorni dalla sentenza shock che aveva condannato il ricercatore a tre anni di carcere. Ora si lavora sulla revoca al divieto di viaggio

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Torna libero Patrick Zaki grazie a un decreto con cui il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha concesso la grazia al ricercatore cedendo alle numerose pressioni internazionali.  Il ragazzo dovrebbe essere rilasciato già oggi, come da consuetudine per chi riceve la grazia.
Sua madre e suo zio sono già in viaggio verso la stazione di polizia di Nuova Mansura in attesa del rilascio.
Tramite il suo portavoce Riccardo Noury, Amnesty International si auspica che adesso, se questo provvedimento non lo contempla, che sia abolito anche il divieto di viaggio

Eppure una fonte egiziana informata sostiene che adesso Patrick dovrà portare il suo caso davanti alle corti d'Assise. Solo con una sentenza del tribunale potrà rimuovere il suo nome dalla lista delle persone a cui è vietato lasciare il Paese, ha comunicato l'Ansa in una nota.

Le reazioni di giubilo non sono tardate ad arrivare dalla famiglia e dagli amici di Bologna, che adesso lo aspettano a braccia aperte. "È una grande gioia per Bologna, spero significhi abbracciarlo presto e riaverlo in città. Bisogna ringraziare anche tutti gli attivisti che si sono spesi per Patrick Zaki." Ha affermato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. 

"La grazia che ha ricevuto oggi  non cancella certo il calvario che ha dovuto subire, ma adesso prevale la gioia sua e della sua famiglia." Ha comunicato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in un post su Facebook.

Felicitazioni anche dalla classe dirigente, che all'unanimità ha espresso gioia per la notizia. Il senatore del Pd, Filippo Sensi, ha interrotto la seduta del Senatoper comunicare la notizia: "Voglio esprimere la gioia di tutto il Senato per questo risultato. Voglio ringraziare tutti quelli che si sono spesi in questi anni per questo risultato. Ci tenevo a esternarlo all'Assemblea". 

"È una grande notizia quella della grazia concessa dal presidente egiziano Al-Sisi a Patrick Zaki, condannato ieri a 3 anni di carcere." Ha dichiarato Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, di Forza Italia si è espresso in questo senso in un tweet: "Grazie alla politica estera del governo abbiamo dato un contributo decisivo per liberare questo giovane studente".

Sempre da Twitter anche la segretaria del Pd Elly Schlein si rallegra: "La grazia è una bella notizia. Speriamo di riabbracciarlo presto e continueremo a lottare anche per le altre persone ingiustamente imprigionate e per la piena verità  e giustizia per Giulio Regeni".

La condanna

Zaki era stato condannato a 3 anni al termine dell'udienza a Mansura, ( a circa 130 chilometri dal Cairo) in Egitto. Doveva tornare in carcere per scontare altri 14 mesi. 'Chiederemo al governatore militare di annullare lasentenza o di far rifare il processo come è avvenuto nel caso di Ahmed Samir Santawy', aveva detto all'Ansa Hoda Nasrallah, uno dei legali del ricercatore. Zaki era stato portato via dall'aula tra le grida della madre e della fidanzata. "Il peggiore degli scenari possibili', aveva commentato Amnesty.

Le speranze di vedere il ricercatore libero erano esigue: il processo infatti si è tenuto di fronte a una Corte speciale e non sarebbe stato possibile fare ricorso in appello come se fosse un processo normale - per chiedere l'annullamento della sentenza o il rifacimento del processo. La precisazione era stata fatta  da una fonte legale qualificata presente a Mansura e al corrente dell'andamento del caso. 

Dopo i 22 mesi di custodia cautelare in prigione, Zaki era a piede libero dal dicembre 2021.

Zaki era accusato di fare propaganda tendenziosa con le false informazioni contenute in un suo articolo in cui denuncia le discriminazioni contro i cristiani copti in Egitto.
L'articolo risale al 2020, pubblicato su un sito online, racconta le violazioni del diritto a danno dei cristiani copti, la più importante minoranza cristiana in Medio Oriente cui appartiene circa  il 15% dei 105 milioni di egiziani.

Ricercatore sulle tematiche relative ai generi  all' Eipr (l'Initiative égyptienne pour les droits personnels) Zaki era stato arrestato nel 2020 per terrorismo di ritorno dall'Italia dove studiava all'Università di Bologna.

MOHAMED EL-RAAI/AFP or licensors
Patrick ZakiMOHAMED EL-RAAI/AFP or licensors

Lo sconcerto nel mondo

La notizia aveva fatto in breve il giro del mondo. Il verdetto è stato definito scandaloso da Amnesty international Italia.

"Dopo 22 mesi di carcere durissimo e un processo iniziato più di un anno fa, l'immagine di Patrick Zaki trascinato via dall'aula del tribunale di Mansura è stata terrificante". Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

"Dopo la scarcerazione, alla fine del 2021, e la laurea due settimane fa, in molti avevano pensato che andasse bene. Hanno celebrato lo 'Zaki libero' e lo 'Zaki dottore', ma hanno via via perso di vista lo 'Zaki imputato'. Ora - ancora Noury - è il momento di tornare ad affiancare Amnesty International, le istituzioni accademiche e politiche di Bologna insieme  nella campagna 'Free Patrick Zaki'". 

 Anche per l'Università di Bologna, la sentenza è stata un colpo basso. Immediato il commento del rettore dell'università Giovanni Molari: "È una terribile notizia e giunge del tutto inattesa, mentre abbiamo ancora negli occhi l'immagine di Patrick neolaureato con lode nel corso che gli ha fatto scegliere Bologna. Speriamo non significhi altri 14 mesi di carcere: sarebbe un'ingiustizia e un dolore immenso per Patrick, per tutti i suoi cari, per tutti coloro che in questi anni - conclude Molari - hanno sofferto e resistito con lui. Tutta l'Alma Mater gli è vicina". Fortunatamente, oggi i timori sono stati fugati.

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