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Macron: "Considero la possibilità di sospendere i social media"

Il presidente francese Emmanuel Macron al palazzo dell'Eliseo a Parigi, 30 giugno 2023
Il presidente francese Emmanuel Macron al palazzo dell'Eliseo a Parigi, 30 giugno 2023 Diritti d'autore AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Una Hajdari
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il presidente francese Emmanuel Macron sostiene che i manifestanti utilizzano Snapchat, TikTok e Telegram per filmare eventi violenti e organizzare raduni illegali

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Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato della possibilità di vietare l'accesso ad alcune funzioni dei social media, in un incontro con i sindaci delle città che hanno subito le violente proteste dei giorni scorsi.

Macron ha detto a circa 300 primi cittadini che "bisogna riflettere sull'uso dei social media tra i più giovani e sui divieti da mettere in atto", in un video ripreso da alcuni media francesi e internazionali.

"Quando le cose sfuggono di mano, forse bisogna mettersi nella posizione di regolamentare i social o bloccarli", ha aggiunto Macron.

Il portavoce del governo Olivier Véran, tuttavia, ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica sul fatto che il provvedimento includerà solo "sospensioni funzionali". "Avete, ad esempio, funzioni di geolocalizzazione su alcune piattaforme, che permettono ai giovani di incontrarsi in certi luoghi mentre discutono di come appiccare il fuoco, ecc".

"Si tratta di appelli all'organizzazione di rivolte nello spazio pubblico e allora in questo caso si possono sospendere le funzioni dei social medi]", ha detto Véran nel suo rapporto al Consiglio dei ministri.

Macron - e non solo - sostiene che i manifestanti utilizzano Snapchat, TikTok e Telegram, tutte piattaforme con funzionalità limitate di monitoraggio dei contenuti,  per filmare eventi violenti e, secondo i funzionari, organizzare raduni illegali.

Una fonte vicina al presidente ha riferito all'AFP che Macron non stava sostenendo un "blocco generale", ma piuttosto "la possibilità di sospendere temporaneamente i social media a seconda delle necessità".

I commenti hanno attirato l'ira di molti critici, tra cui Olivier Marleix, presidente del gruppo Les Républicains all'Assemblea nazionale francese, che ha dichiarato su Twitter che erano "di pessimo gusto". La deputata del gruppo La France Insoumise, Mathilde Panot, ha paragonato Macron al dittatore nordcoreano, dicendo: "Ok, Kim Jong Un".

Di fronte a manifestazioni guidate dai social media - come nel caso delle le proteste di Hong Kong - i Paesi con una limitata tutela dei diritti digitali hanno istituito un blocco dei social media.

Il Ministro francese per la Transizione digitale Jean-Noël Barrot ha proposto al Senato martedì sera la creazione di un gruppo di lavoro, che si occupi delle misure da adottare in caso di disordini, che potrebbero essere incluse nel disegno di legge per "mettere in sicurezza" Internet.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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