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No-Tav radunati in val Maurienne. Tensione al confine Italia-Francia

Raduno degli attivisti No-Tav nel fine settimana
Raduno degli attivisti No-Tav nel fine settimana Diritti d'autore JEAN-PIERRE CLATOT/AFP or licensors
Diritti d'autore JEAN-PIERRE CLATOT/AFP or licensors
Di Gianluca Martucci
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Sono almeno tremila gli attivisti che protestano nel fine settimana. La Prefettura schiera duemila agenti per evitare una replica di quanto successo a marzo a Sainte-Soline

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Almeno tremila attivisti francesi e italiani fanno parte del raduno organizzato nella valle della Maurienne, in Francia, per protestare contro il progetto della linea ferroviaria ad alta velocità Lione-Torino. La manifestazione era stata vietata dalla Prefettura della Savoia e nonostante l'impugnazione del provvedimento da parte delle organizzazioni coinvolte, il divieto è stato confermato venerdì sera dal tribunale amministrativo di Grenoble.

In progettazione dagli anni duemila, la linea è tornata a essere al centro dei riflettori dopo pochi giorni dalle dichiarazioni del ministro francese dei trasporti Clément Beaune, che ha ribadito la centralità del progetto per il governo transalpino. Parigi si è dichiarata pronta a finanziare con 3 miliardi di euro la costruzione delle vie d'accesso al tunnel principale che si sta scavando sotto le Alpi.

Appoggiata da alcuni deputati ambientalisti e dallo stesso sindaco ambientalista di Grenoble, Éric Piolle, sabato 17 giugno la manifestazione ha registrato le prime tensioni nel comune di Saint Rémy-de-Maurienne con il lancio di pietre da parte degli attivisti e l'utilizzo di gas lacrimogeni da parte della polizia francese.

In totale la prefettura ha schierato duemila agenti per evitare che riaccadano i gravi incidenti visti a marzo durante la manifestazione contro il progetto del bacino idrico di Sainte-Soline, in cui un ragazzo è stato ferito finendo in coma.

L'iniziativa, a cui hanno partecipato circa 300 persone, è sfociata anche in una breve occupazione dell'autostrada A43 che porta a Lione prima che i manifestanti si ritirassero negli accampamenti. Il ministro degli Affari interni Gérald Darmanin, ha fatto sapere su Twitter che "96 cittadini stranieri noti alle autorità sono stati respinti al confine" e che più di 400 oggetti pericolosi (tra cui coltelli e due batterie di fuochi d'artificio) sono stati sequestrati durante i controlli alla frontiera. Sono 12 i poliziotti feriti secondo Darmanin. 

A circa trecento attivisti provenienti dalla Val di Susa è stato impedito di raggiungere il raduno di Saint-Rémy-de-Maurienne, tenuto segreto fino all'ultimo. Sono rimasti bloccati per sei ore al valico del Frejus, e a una cinquantina di loro la gendarmeria transalpina ha fatto notificare dei divieti d'ingresso nel territorio francese con una durata variabile da uno a cinque giorni.

Sostenuta dall'Unione Europea, la nuova linea collegherà Lione e Torino, con il 70% dei binari in Francia e il 30% in Italia e un tunnel di 57,5 chilometri che attraverserà le Alpi tra Saint-Jean-de-Maurienne e Susa. Il costo stimato per l'intera opera è di oltre 26 miliardi di euro, secondo quanto stimato dalla Corte dei Conti italiana nel 2012. Giovedì 22 giugno un gruppo di esperti italo-francese rivaluterà per intero i costi del progetto alla luce dell'inflazione. 

I sostenitori del progetto sottolineano la necessità di ridurre il flusso sempre crescente del trasporto su gomma per limitare le emissioni di gas serra, sottolineando il valore aggiunto in termini di sviluppo economico che apporterà una linea ferroviaria più veloce.

Chi si oppone chiede il potenziamento della linea già esistente e fa notare il calo nel trasporto ferroviario di merci. Ma il centro delle critiche riguarda l'impatto ambientale del progetto, che prevede la costruzione di 260 chilometri di gallerie, e il prosciugamento di diverse sorgenti e bacini idrici della valle causato dai lavori di perforazione.

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