Budapest, Orbán dalla conferenza dei 'conservatori': "Grazie a George Soros"

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán alla Cpac di Budapest
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán alla Cpac di Budapest   -  Diritti d'autore  Szilard Koszticsak/MTI - Media Service Support and Asset Management Fund
Di Michela Morsa  & Rita Konya & FT

Il primo ministro ungherese è intervenuto alla Cpac di Budapest, la "mini-edizione" della conferenza annuale organizzata dall'ala più a destra del Partito repubblicano degli Stati Uniti

È iniziata a Budapest la Cpac Hungary, la "mini-edizione" ungherese della Conservative political action conference, la conferenza annuale organizzata dal 1970 dall'Unione conservatrice americana, l'ala più a destra del Partito repubblicano statunitense. 

Si tratta della seconda edizione dell'evento di due giorni, organizzato dal Centro per i diritti fondamentali, un think thank finanziato da fondi pubblici e filo-governativi. 

Come lo scorso anno, non è prevista la presenza di influenti politici statunitensi, ma tra gli invitati a salire sul palco figurano diversi esponenti dell'estrema destra europea, tra cui Herbert Kickl, del Partito della Libertà austriaco e Andrej Babiš, ex primo ministro della Repubblica Ceca. La conferenza vedrà ovviamente l'intervento di diversi ministri del governo ungherese. 

Tra la lista degli invitati appare anche il nome di Tucker Carlson, l'ex conduttore di Fox News licenziato 10 giorni fa, ma sembrerebbe che si sia iscritto solo online. In un video messaggio, registrato evidentemente prima che lasciasse il celebre canale statunitense, ha detto che avrebbe voluto essere a Budapest: "Se sarò licenziato e avrò tempo, sarò lì con voi". 

Centrale nella giornata di giovedì il discorso d'apertura del primo ministro Viktor Orbán, secondo il quale "siamo tutti sotto attacco, in Europa come in America". "Devo dirvi che questo attacco non è di natura economica. Abbiamo a che fare con un'arma biologica sviluppata nei laboratori dei liberali progressisti", ha detto. 

Menzione d'onore anche perGeorge Soros, grazie al quale l'Ungheria ha successo nel mondo: "Se non avesse attaccato l'Ungheria, non saremmo mai finiti sulle prime pagine della stampa mondiale", ha detto Orbán. 

Il discorso di Orbán

Il primo ministro ha aperto dando il benvenuto a Budapest ai "difensori del mondo libero" e li ha ringraziati per la loro presenza. "Come siamo entrati in un club così prestigioso?", ha chiesto Orbán alla folla. "C'è un solo motivo per cui siamo qui, che rende il nostro Paese un fattore importante. L'Ungheria è un'incubatrice dove stiamo sperimentando la politica conservatrice del futuro", ha continuato, affermando che dovrebbe essere chiamata in causa in ogni Paese che i liberali stanno distruggendo. 

L'Ungheria, ha spiegato Orbán,non è in una posizione d'offensiva, al contrario: è sulla difensiva contro "l'élite progressista globalista". E non è solo l'Ungheria a essere sotto attacco, ma l'intero mondo libero, minacciato da "un'arma biologica sviluppata nei laboratori dei liberali progressisti". 

È un virus che sta distruggendo le nazioni
Viktor Orbán

L'attacco sarebbe in realtà già riuscito, il nostro progresso sta rallentando e si sta fermando. La popolazione della Terra sta sì aumentando, ma quella dell'Occidente sta diminuendo. Il virus, ha detto Orbán, si sta diffondendo e moltiplicando. 

"Il genere, il woke sono solo varianti. Sono varianti dello stesso virus, proprio come lo erano il comunismo e il marxismo. Sia il gender che il woke dividono la nazione in classi e precedono l'identità nazionale - ha continuato - Questo virus distrugge il cervello e trasforma le nazioni vive in comunità morte". 

Parlando della guerra in corso in Ucraina, il primo ministro ungherese ha ripetuto quanto aveva già detto in precedenza, che se Donald Trump fosse stato ancora presidente degli Stati Uniti non ci sarebbe stata nessuna guerra

Che il presidente Trump ritorni e ci porti la pace
Viktor Orbán

La responsabilità di questa guerra, ha sottolineato, è della politica estera progressista, che vede come la terza variante virale. "E se diciamo che la guerra non è nell'interesse dell'Occidente, siamo etichettati come 'spingitori del carro di Putin'", ha protestato Orbán. 

Il primo ministro ungherese ha poi concluso il suo intervento parlando delle prossime elezioni del Parlamento europeo, previste per il 2024. "Potremo finalmente catturare l'élite conservatrice e prosciugare la palude di Bruxelles", ha affermato. 

Ha poi proseguito dicendo che "non dobbiamo cercare  l'antidoto al virus progressista. È qui in Ungheria, ma può essere preso liberamente, funziona ovunque. Prima delle elezioni, dobbiamo scrivere sulla bandiera: no alla migrazione, no al gender, no alla guerra!".

Infine ha detto che, a suo avviso, ci sono due modi per conquistare una città: o se ne prendono i santuari o le mura. Le due roccaforti della democrazia moderna, Washington e Bruxelles, "sono nelle mani dei liberali e devono essere conquistate al più presto".

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