Italia, la storia dell'avvocato Tartaglia, difensore di molti soldati vittime dell'uranio impoverito

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Di Giorgia Orlandi
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L'uso dell'uranio impoverito non è vietato da alcun accordo internazionale e l'Italia non è l'unico Paese europeo dove il dibattito sull'uso di tali armi è ancora in corso. Il reportage della nostra corrispondente Giorgia Orlandi

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Solo in Italia 400 militari sono morti e altri 8000 si sono gravemente ammalati in seguito dell'esposizione all'uranio impoverito durante i bombardamenti Nato della guerra in Jugoslavia del 1999.

Dimostrare la correlazione tra il materiale tossico e l'aumento delle malattie come il cancro non è un compito facile. L'uso dell'uranio impoverito non è vietato da alcun accordo internazionale e l'Italia non è l'unico Paese europeo dove il dibattito sull'uso di tali armi è ancora in corso.

Nonostante siano stati condotti numerosi studi sulla questione, resta la polemica sugli effetti dell'esposizione all'uranio impoverito, con il ministero della Difesa italiano che nega ogni responsabilità. Euronews ha parlato con Angelo Tartaglia - un avvocato italiano che ha sconfitto lo Stato in oltre 300 cause legali ottenendo un risarcimento per le vittime e le loro famiglie. Il caso dell’avvocato Tartaglia ha permesso di aumentare la consapevolezza sulla questione e costruire un quadro legale attorno ai rischi nell'uso di tali munizioni.

La decisione della Gran Bretagna di inviare armi all’uranio impoverito in Ucraina ha scatenato diverse critiche. L’utilizzo che ne ha fatto la Nato quando iniziò nel 1999 i bombardamenti sul territorio della Repubblica federale di Jugoslavia sono ancora oggetto di studi per stabilire i rischi alla salute che ne possono derivare.

L’Avvocato Tartaglia ne sa qualcosa. Negli ultimi 20 anni ha rappresentato moltissime vittime vincendo contro il Ministero della Difesa in oltre 300 casi un record non solo italiano grazie al quale è nata una giurisprudenza in grado di provare il nesso tra l’esposizione all’uranio impoverito e l’insorgenza di gravi patologie tumorali.

“Tali livelli di esposizione possono essere particolarmente pericolosi e le malattie che ne sono causate di solito durano a lungo. Stiamo parlando di “una valanga” di casi del genere appena iniziata”.
Angelo Tartaglia
Avvocato

“Chi dice queste cose, mi riferisco alla decisione di Londra, deve pensare ai rischi e alle conseguenze delle proprie azioni. Chiaramente ci sono cose che si possono fare durante la guerra e altre che non si possono fare come questa. Seguendo l'esempio dell'Italia dove ora è stata applicata una legge militare lo stesso dovrebbe avvenire a livello europeo”, ci ha fatto notare l’avvocato Tartaglia.

La raccolta di prove - in assenza di leggi ad hoc - rappresenta una fase delicata e complessa del procedimento. “Tali livelli di esposizione possono essere particolarmente pericolosi e le malattie che ne sono causate di solito durano a lungo. Stiamo parlando di “una valanga” di casi del genere appena iniziata”, prosegue l’Avvocato Tartaglia.

Iraq, Afghanistan, Libia sono alcuni degli altri teatri di guerra dove si è fatto uso di queste armi. Nonostante in passato il parlamento europeo abbia votato diverse risoluzioni per bandire l’uso di queste armi, alcuni paesi ancora si oppongono. L’avvocato Tartaglia spiega che se queste munizioni saranno utilizzate in Ucraina, gli effetti potrebbero essere irreversibili soprattutto per la popolazione civile.

"Esiste la possibilità che sia i funzionari militari ucraini che quelli russi si ammalino, ma soprattutto l'inquinamento causato dalle attività militari potrebbe causare danni irreversibili all'ambiente, il che significa che anche i civili sarebbero a rischio", conclude l’Avvocato Tartaglia.

Sulla scia della giurisprudenza che si è creata in Italia, a breve il partito della Sinistra Europea chiederà al parlamento Ue la messa al bando di queste armi.

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