I carabinieri stanno annientando la rete di tutela e omertà che copriva Messina Denaro

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Di euronewe e ansa
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Con l'arresto di Rosolia, sorella maggiore del boss Matteo Messina Denaro, finisce in carcere un pezzo da novanta dell'impalcatura criminale che per decenni aveva garantito all'ex latitante di sfuggire sistematicamente alla cattura

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I pezzi della rete di tutela e omertà che ha separato per decenni  il boss Matteo Messina Denaro dalla cattura stanno finendo nella rete delle forze dell'ordine. I carabinieri del Ros hanno arrestato anche Rosalia Messina Denaro, sorella dell'ex latitante. L'inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Palermo. Stando agli inquirenti, la donna avrebbe aiutato e supportato per anni il fratello a nascondersi e avrebbe gestito per suo conto la "cassa" della "famiglia" e la rete di trasmissione dei 'pizzini' (rudimentale ma occulto sistema di comunicazione scritta per far arrivare gli ordini mafiosi) , consentendo così al capomafia di mantenere i rapporti con i suoi uomini durante una lantitanza che sembrava senza fine.

L'indizio chiave

Il rinvenimento di un appunto dettagliato sulle condizioni di salute di Matteo Messina Denaro, scritto dalla sorella Rosalia e da lei nascosto nell'intercapedine di una sedia di casa sua, ha consentito agli investigatori di intercettare il 16 gennaio scorso, il capomafia. Lo scritto è stato scoperto dai carabinieri del Ros il 6 dicembre scorso mentre piazzavano delle cimici nell' abitazione della donna. Mentre cercano il posto giusto per nasconderle, i militari scoprono l'appunto all'interno di una gamba cava di una sedia.

Il gip di Palermo, Alfredo Montalto, nell'ordinanza d'arresto di Rosalia Messina Denaro sottolinea anche la strategia del depistaggio adottata dal boss per tutelarla nel caso in cui alcuni “pizzini” fossero stati intercettati. «Dall'analisi dei pizzini rinvenuti covo di Campobello di Mazara - si legge - emerge che, oltre ai familiari stretti tra i principali destinatari aveva inviato una serie di ordini a una terza persona indicata come “Fragolone”». Secondo i dati raccolti rileggendo le comunicazioni del capo mafia, uniti ad ulteriori risultanze investigative è emerso che Fragolone fosse proprio la sorella maggiore di Matteo Messina Denaro: «Riceveva sue direttive rivestendo di volta in volta o il ruolo di componente del proprio nucleo familiare d'origine, ovvero il ruolo di fedele esecutrice dei suoi ordini mafiosi».

Rosalia ha dimostrato di essere una pedina cruciale della strategia mafiosa a riprova di come i legami di sangue rappresentino spesso l'impalcatura portante dell'architettura criminale di cui la donna diventa quasi comprimaria. Negli anni sono già finiti in carcere il marito Filippo Guttadauro, che sconta l’ergastolo bianco al 41 bis, ma anche il figlio Francesco, nipote del cuore dello zio Matteo, e il genero, Luca Bellomo (scarcerato per fine pena pochi mesi fa), sposato con Lorenza Guttadauro, che dell’ex latitante è anche l’avvocato.

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