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Giornata di forti proteste a Israele, in migliaia in strada contro la riforma della giustizia

Proteste in Israele
Proteste in Israele Diritti d'autore Oded Balilty/Copyright 2023 The AP All rights reserved
Diritti d'autore Oded Balilty/Copyright 2023 The AP All rights reserved
Di Michela Morsa
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I manifestanti hanno indetto una "giornata nazionale di interruzione", con scioperi nei luoghi di lavoro, grandi manifestazioni e il blocco di diverse strade. Dura la risposta delle forze dell'ordine. Il governo non fa marcia indietro

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Si intensificano le proteste in Israele contro la decisione del governo di riformare profondamente il sistema giudiziario. Dopo settimane di  proteste, oggi mercoledì 1 marzo i leader della contestazione hanno indetto una "giornata nazionale di interruzione" con scioperi nei luoghi di lavoro, grandi manifestazioni e il blocco di diverse strade, tra cui l'autostrada principale che collega Tel Aviv a Gerusalemme, rimasta chiusa al traffico per circa un'ora proprio durante l'ora di punta. 

Decine di migliaia di manifestanti sono già scesi in strada in tutto il Paese sventolando la bandiera israeliana, ma i raduni principali sono attesi per il pomeriggio di mercoledì davanti alla Knesset e vicino alla residenza ufficiale di Netanyahu a Gerusalemme. 

I movimenti di protesta hanno interessato anche le stazioni ferroviarie della capitale, dove i manifestanti hanno impedito ai treni di partire, bloccandone le porte. 

Dura la risposta del ministro della Sicurezza nazionale, l'ultranazionalista Ben-Gvir, che ha ordinato alla polizia di impedire i blocchi stradali, etichettando i manifestanti come "anarchici". 

A Tel Aviv le forze dell'ordine hanno cercato di disperdere la folla con cannoni ad acqua e granate stordenti, e sarebbero già quattro le persone arrestate per disturbo della quiete pubblica. 

Entrambe le parti si stanno trincerando nelle loro posizioni, aggravando una delle peggiori crisi interne di Israele in un momento in cui sono forte le tensioni anche sul fronte della questione palestinese. 

Il governo non è disposto a fare marcia indietro sul progetto di legge che, tra le altre cose, indebolirebbe fortemente il potere della Corte Suprema, le cui sentenze potrebbero essere annullate dal voto di una maggioraza semplice del Parlamento. 

La Knesset sta infatti già esaminando alcuni provvedimenti presenti nella riforma e si appresta a votare in via preliminare una proposta separata per permettere al primo ministro Benjamin Netanyahu di ricoprire il suo ruolo nonostante sia sotto processo per corruzione

L'esecutivo ha respinto ogni richiesta di sospendere il progetto di legge e aprirsi al dialogo, ma gli organizzatori della protesta hanno promesso di intensificare la lotta fino al totale accantonamento della riforma. 

Il governo sostiene che le modifiche sono mirate a correggere uno squilibrio che dà troppo potere ai tribunali e permette loro di intromettersi nel processo legislativo. 

La revisione del sistema giudiziario, a detta del nuovo esecutivo, snellirà la governance, mentre le voci critiche sostengono che stravolgerà il già fragile sistema di pesi e contrappesi istituzionali di Israele, concedendo un potere illimitato al primo ministro e al governo e spingendo il Paese verso l'autoritarismo.

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