L'Italia ha pagato 30 milioni di euro per un raro dipinto di Caravaggio raffigurante il giovane che sarebbe diventato papa Urbano VIII, per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale nazionale e rendere l'opera più accessibile agli studiosi
Un raro dipinto del maestro del barocco italiano Caravaggio, che si ritiene risalga al 1598, è stato acquistato dallo Stato italiano per 30 milioni di euro, uno dei maggiori investimenti del Paese per un'opera d'arte.
Il “Ritratto di monsignor Maffeo Barberini” raffigura il futuro papa sulla trentina, vestito da prelato della Camera Apostolica, in un momento cruciale della sua ascesa al potere.
Nel 1623 sarebbe diventato papa Urbano VIII, noto come grande mecenate delle arti e dell'architettura barocca.
Il dipinto fu portato alla ribalta dal critico d'arte Roberto Longhi in un articolo del 1963 intitolato 'Il vero “Maffeo Barberini” di Caravaggio' e da allora è stato ampiamente riconosciuto dagli studiosi come un'opera autografa di Caravaggio, al secolo Michelangelo Merisi.
Caravaggio, un tesoro nazionale
Caravaggio rivoluzionò la pittura a cavallo del Seicento introducendo un uso drammatico della luce, che divenne il fondamento dello stile barocco.
Nonostante Caravaggio sia uno degli artisti più studiati al mondo, il numero delle sue opere attribuite con certezza è estremamente limitato.
«Si tratta di un'opera di importanza eccezionale», ha dichiarato in una nota il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sottolineando che il dipinto segnò una svolta nella riscoperta moderna di Caravaggio e che il suo acquisto contribuisce a rafforzare la presenza delle sue opere nelle collezioni pubbliche italiane.
Il dipinto è stato acquistato dallo Stato italiano da una collezione privata dopo oltre un anno di trattative e ora entrerà a far parte della collezione permanente di Palazzo Barberini, a Roma.
Lo scorso mese Roma ha acquistato l'Ecce Homo di Antonello da Messina e questa ultima acquisizione rientra nella più ampia strategia dell'Italia per rafforzare e tutelare il proprio patrimonio culturale nazionale e rendere alcuni capolavori della storia dell'arte accessibili agli studiosi e al grande pubblico.
Al Palazzo Barberini il ritratto sarà esposto accanto alle altre opere di Caravaggio, una delle collezioni più importanti al mondo, in particolare vicino a un altro suo capolavoro, 'Giuditta che decapita Oloferne', anch'esso acquistato dallo Stato italiano nel 1971.