Odia gli stranieri e spara sui curdi: le dichiarazioni del presunto attentatore di Parigi

Disordini durante la protesta dei curdi
Disordini durante la protesta dei curdi Diritti d'autore Lewis Joly/AP
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Di Euronews
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Sparatoria di Parigi contro la comunità curda: in custodia cautelare, il presunto attentatore è stato ricoverato nell’infermeria psichiatrica della questura

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Odio per gli stranieri: è questa la molla che avrebbe spinto il presunto autore della sparatoria di Parigi a far fuoco su dei cittadini curdi, uccidendone tre.
È lo stesso 69enne francese, arrestato in seguito all'attacco, a parlare di odio razziale, "diventato patologico" dopo un furto con scasso di cui è stato vittima nel 2016. 

In custodia cautelare, l'uomo è stato ricoverato nell’infermeria psichiatrica della questura.
"Il medico chel'ha visitato ha dichiarato che lo stato di salute dell’interessato non era compatibile con il provvedimento di custodia cautelare" ha dichiarato la procura. 

La ricostruzione dei fatti

All'inizio di venerdì il presunto attentatore si è recato nella città di Saint-Denis con la sua arma, una pistola automatica Colt 45 di calibro 11,43. "Ma  - spiegano gli inquirenti sulla base delle dichiarazioni dell'arrestato - alla fine rinuncia ad agire, viste le poche persone presenti e a causa del suo abbigliamento che gli impedisce di ricaricare facilmente l'arma".

È quindi andato dai suoi genitori, è in seguito uscito e si è diretto - poco prima di mezzogiorno - in rue d'Enghien, nel centro di Parigi, dove sapeva dell'esistenza di un centro culturale curdo, e ha aperto il fuoco.

Emine Kara, leader del Movimento delle donne curde in Francia, e due uomini, tra cui l'artista e rifugiato politico Mir Perwer, sono morti sotto i suoi colpi.
Tre uomini sono stati feriti, uno in modo grave, ma la loro vita non è più in pericolo e uno di loro ha lasciato l'ospedale, secondo l'ultimo rapporto rilasciato dal procuratore domenica.

Indicando di essere arrabbiato con tutti i migranti, l'uomo ha spiegato di aver attaccato persone che non conosceva, specificando di provare rabbia contro i curdi per aver fatto prigionieri durante la lotta contro Daesh invece di uccidere gli estremisti islamici catturati.

Il pensionato intendeva usare tutte le munizioni e uccidersi con l'ultimo proiettile, ma è stato fermato da diverse persone in un vicino negozio di parrucchiere prima di essere arrestato dalla polizia.

La comunità curda

L'attacco di venerdì ha scioccato la comunità curda, che ha denunciato un atto "terroristico" e ha accusato la Turchia di averlo orchestrato.
Il fatto che la matrice terroristica e politica sia devenuta secondaria nelle ipotesi battute dagli investigatori ha sucitato la rabbia di alcuni manifestanti curdi, che si sono resi protagonisti di disordini a vandalismi durante la protesta promossa a Parigi.

"Il fatto che le nostre associazioni siano prese di mira è di natura terroristica e politica", ha dichiarato Agit Polat, portavoce del Consiglio democratico curdo in Francia.

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