Caro energia, anche i castelli della Loira subiscono l'aumento delle bollette

I castelli della Loira attirano ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo.
I castelli della Loira attirano ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo. Diritti d'autore Capture d'écran (AFP Vidéo)
Di Euronews
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Questi gioielli del patrimonio francese sono alla ricerca di un equilibrio complesso, a metà tra la salvaguardia del patrimonio storico e il risparmio energetico in una fase di aumento dei prezzi.

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Anche i celebri castelli della Loira, in Francia, si preparano ad affrontare un inverno difficile dal punto di vista energetico. La bolletta per questi castelli è quasi raddoppiata negli ultimi due anni.

Per abbassare i costi e risparmiare energia, i proprietari cercano delle soluzioni a basso impatto sul patrimonio culturale, come nel caso del castello di Meung-sur-Loire, che possiede quasi 150 finestre risalenti al 18esimo secolo. "Non volevamo cambiarle, quindi abbiamo deciso di aggiungere un doppio vetro, per avere un migliore isolamento", spiega Xavier Leleve, proprietario del castello di Meung-sur-Loire. "È una tecnica che si usava già in passato, e abbiamo usato un sistema amovibile per facilitare la pulizia".

Degli interventi rischiosi per il patrimonio

Delle modifiche costose e delicate dal punto di vita tecnico, e che secondo alcuni proprietari di castelli rischiano anche di essere nocive per la buona conservazione di questi veri e propri gioielli del patrimonio storico e culturale francese.

"Se si sceglie di conservare il calore all'interno dei monumenti, per avere una temperatura più gradevole, si facilita allo stesso tempo la riproduzione di muffe e insetti, che possono danneggiare il legno e i muri", avverte Charles-Antoine de Vibraye, proprietario del castello di Cheverny. "Piuttosto, bisogna fare il contrario: dare aria alle stanze e limitare al massimo il riscaldamento, per creare il clima ottimale per un castello".

Chambord sceglie le rinnovabili

A Chambord, uno dei siti turistici più frequentati del Paese, si spenderanno circa 600 000 euro per l'energia nel 2023, più del doppio rispetto a due anni fa. Per compensare questo aumento, i gestori del castello, di proprietà dello Stato francese, stanno già valutando diverse opzioni, tra cui il ricorso alle energie rinnovabili.

Yoan Valat/AP
Il castello di Chambord, uno dei siti più frequentati di Francia.Yoan Valat/AP

"Prendiamo l'esempio dei parcheggi: secondo la legge, nel 2025 i parcheggi provvisti di ricariche per le auto elettriche dovranno rappresentare tra il 10 e il 20% del totale", spiega  Jean D’Haussonville, direttore del castello di Chambord. "I pannelli solari permettono non solo di nascondere le auto, che sono sgrradevoli su un sito come questo, ma anche di mantenere una temperatura più fresca d'estate e soprattutto di fornire l'energia necessaria per le auto elettriche", sottolinea  Jean D’Haussonville.

Un equilibrio complesso da trovare, a metà tra la salvaguardia del patrimonio storico e il risparmio energetico in una fase di aumento dei prezzi, con un occhio anche alla transizione energetica. È questa la difficile sfida che dovranno affrontare nei prossimi mesi tutti i grandi siti turistici europei.

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