Ambasciatore ucciso in RDC, la difesa chiede scarcerazione temporanea

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Di Giulia Avataneo
L'agguato in RDC
L'agguato in RDC   -   Diritti d'autore  Justin Kabumba/Copyright 2021 The AP. All rights reserved.

Scarcerateli, sono innocenti. La richiesta di libertà provvisoria è stata presentata dalla difesa dei cinque imputati per l'omicidio dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio in Repubblica democratica del Congo, avvenuto lo scorso anno. Istanza presentata durante un'udienza del processo nella capitale Kinshasa, che si svolge davanti a un tribunale militare.

Joseph Amzati, avvocato difensore, ne ha contestato la giurisdizione:

"Trattandosi di civili, gli arrestati dovrebbero essere deferiti al loro giudice naturale, che è un giudice civile", ha dichiarato.

Sulle tracce di un fuggitivo

Le forze dell'ordine stanno ancora cercando una sesta persona che si ritiene coinvolta nell'agguato. Attanasio è stato colpito a morte con l'autista Mustafa Milambo e il carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci il 22 febbraio 2021. Erano tutti in viaggio nella parte orientale del Paese africano, in un convoglio delle Nazioni Unite.

L'avvocato di parte civile, Malikidogo Joseph, ha dato battaglia durante l'udienza:

"Nel fascicolo si dice chiaramente che c'è stato l'uso di un'arma da guerra - ha detto - e per questo è giustificata la giurisdizione del tribunale militare. Per quanto riguarda la loro libertà provvisoria, non pensateci nemmeno".

Rapimento a scopo estorsivo

La prossima udienza è prevista per il 26 ottobre. Si pensa che l'agguato avesse scopo di un rapimento: la parte orientale del Paese è preda di gruppi armati, un retaggio delle guerre regionali tra la fine degli anni '90 e inizio 2000. Queste bande sono dedite a diverse attività illecite e per finanziarsi ricorrono a volte al rapimento di personalità occidentali, a scopo estorsivo.