Francia, un paese sotto choc sulla politica dell'immigrazione

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Di Debora Gandini
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Il caso di Lola è un evento tragico che sta scuotendo l’opinione pubblica francese e sta dividendo la politica. Durante il consiglio dei ministri di mercoledì, il governo ha ricordato il "coraggio" dei genitori della ragazza di 12 anni uccisa in condizioni atroci. L’esecutivo ora accusa la destra e l'estrema destra di sfruttare questo caso.

I resti della ragazzina sono stati trovati in un baule fuori dal palazzo dove viveva con la sua famiglia nel nord-est di Parigi. Il corpo portava segni di torture e stupri. La sua presunta carnefice è una senzatetto di 24 anni, Dhabia B., finita in manette e incriminata con l’accusa di “omicidio aggravato di minore di età inferiore ai 15 anni e “stupro di minore con atti di tortura e barbarie”.

Dhabia B, che ha confessato lo stupro, la tortura e infine l’omicidio di Lola Daviet, non avrebbe dovuto trovarsi in Francia. Secondo quanto riportato da Europe1 la 24enne si trovava in una situazione di irregolarità sul territorio francese, essendo destinataria di un provvedimento d’espulsione scaduto il 21 settembre. 

È stata incriminata per omicidio, stupro, atti di tortura e barbarie per avere rapito, costretto ad atti sessuali, ucciso per soffocamento e fatto scempio del cadavere della piccola Lola nella giornata di venerdì scorso, presumibilmente per vendicarsi di un litigio avuto con la madre della vittima.

Politica divisa

Intanto presso l’Assemblea Nazionale questo martedì si è svolto un dibattito molto pesante. Marine Le Pen, Presidente del Rassemblement National, ha ribadito alla premier francese di aver chiesto più e più volte il perché si è sempre stati così permissivi su temi come l’immigrazione. Per quanto riguarda gli obblighi di lasciare il territorio, il 90% non viene eseguito, ha detto.”

Immediata la replica della prima ministra Élisabeth Borne alla Le Pen. “Di fronte a una tragedia, prima di tutto rispettiamo il dolore della famiglia e lasciamo che la polizia e la giustizia facciano il loro lavoro". Nel mezzo il ministro della Giustizia francese Éric Dupond-Moretti, ha fatto notare che “Fare politica meschina, usare la morte di una ragazza di 12 anni per avere più consensi è vergognoso.”

Questo mercoledì era prevista una manifestazione silenziosa in onore di Lola, ma tutto è stato annullato su richiesta della famiglia mentre resta confermata una marcia in suo ricordo per giovedì.