This content is not available in your region

Vučić porta la questione del Kosovo all'Assemblea generale dell'Onu

Access to the comments Commenti
Di Euronews
euronews_icons_loading
Il presidente serbo Aleksandar Vučić
Il presidente serbo Aleksandar Vučić   -   Diritti d'autore  Jason DeCrow/AP

La questione del Kosovo è piombata nella 77esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove il presidente serbo Aleksander Vučić ha tracciato un parallelismo tra quello che sta accadendo in Ucraina e la scelta che viene richiesta al suo Paese di riconoscere l'indipendenza di Pristina. Il capo dello stato balcanico ha accusato implicitamente i Paesi occidentali di imitare la Russia con l'Ucraina nel convincere Belgrado a definire il Kosovo uno stato sovrano e indipendente.

"Chiediamo una risposta chiara alla domanda che ho già fatto ai miei interlocutori: qual è la differenza tra la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina e la sovranità e l'integrità territoriale della Serbia, che è stata gravemente violata e alla quale avete fornito riconoscimento e legittimità internazionale? Nessuno ha mai fornito una risposta razionale a questa domanda", ha detto Vučić nel corso del suo intervento sul podio dell'Assemblea generale.

Non solo il Kosovo

La disputa sul Kosovo, che la Serbia considera una provincia del suo territorio nazionale, si intreccia con la mancata presa di distanza da Mosca da parte di Belgrado dopo l'invasione dell'ucraina. La Serbia si è allineata agli Stati che hanno votato a favore delle risoluzioni dell'Onu che condannavano l'aggressione russa, ma si è astenuta dall'adottare le stesse sanzioni dell'Occidente. Per il presidente francese Emmanuel Macron la neutralità è una scelta inaccettabile.

"Chi cerca di imitare i Paesi non allineati senza prendere una posizione chiara contro la Russia sbaglia e si assume una responsabilità storica". ha detto il presidente francese nel suo discorso al palazzo di vetro. 

Le parole del presidente serbo arrivano a pochi giorni di distanza dal rifiuto della proposta avanzata da Francia e Germania (e formalmente dal Miroslav Lajčák rappresentante speciale dell'UE per il dialogo Belgrado-Pristina) che avrebbe portato in dieci anni al riconoscimento del Kosovo da parte di Belgrado. Vučić ha detto di aver rifiutato l'iniziativa voltando così le spalle a una precondizione all'entrata di entrambi i Paesi balcanici nell'Unione europea.