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Appello del Parlamento Ue alla Serbia: riconsiderare la posizione filo-russa

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Di Ana LAZARO
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Il presidente serbo, Aleksandar Vucic.
Il presidente serbo, Aleksandar Vucic.   -   Diritti d'autore  Olivier Matthys/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Il Parlamento europeo ha lanciato un appello urgente alla Serbia affinché riconsideri la sua posizione nei confronti della Russia. Gli eurodeputati hanno approvato una relazione di valutazione del Paese balcanico in cui si deplora il fatto che Belgrado non si sia allineata alle sanzioni dell'UE nei confronti di Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.

"Penso che ci sia una reale urgenza, in particolare nel caso della Serbia, di fare alcune importanti scelte interne su questo terreno. Perché è un Paese che da sempre guarda in direzioni diverse quando si tratta di politica estera", ha spiegato il relatore del rapporto, l'eurodeputato slovacco del Ppe, Vladimír Bilčík. "Ma credo che ora sia giunto il momento di decidere da che parte stare. E spero che la Serbia prenda una decisione chiara in direzione dell'Europa", ha aggiunto.

La Serbia è in trattative per l'adesione all'UE da circa 8 anni e la sua posizione sulla Russia potrebbe aggiungere un nuovo ostacolo al dialogo.

Ma questa non è l'unica questione aperta: il rapporto si rammarica anche per la mancanza di progressi e persino per il rallentamento nello stato di diritto, nella libertà dei media e nella lotta alla corruzione.

Il Parlamento europeo esorta, inoltre, la Serbia a lavorare sulla normalizzazione delle relazioni con il Kosovo. Ma su questo, l'Eurocamera ha un messaggio anche per Pristina. 

"Per quanto riguarda le relazioni con la Serbia, abbiamo incluso la necessità di migliorare le relazioni non solo a livello politico: abbiamo prestato particolare attenzione al livello dei cittadini, sostenendo il contatto tra le persone, il multilinguismo e l'integrazione economica e sociale dei serbi del Kosovo", ha specificato l'eurodeputata dei Verdi/AleViola Von Cramon-Taubadel

La guerra in Ucraina ha dato un nuovo impulso al processo di allargamento. Secondo gli eurodeputati, per i Paesi coinvolti nel percorso e desiderosi di aderire all'UE, questo è il momento di realizzare le riforme per fare progressi.