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Iran, perché le proteste per la morte della giovane Mahsa Amini sono diverse dalle altre

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Di euronews con Efe
disordini e proteste
disordini e proteste   -   Diritti d'autore  AP

È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in Iran la morte di Masha Amini, la 22 enne morta dopo le percosse in carcere della polizia morale perché indossava non correttamente il velo. La protesta conquista il Paese. Bisogna vedere come reagirà il governo che per il momento non viene meno a se stesso e gioca la carta della repressione. 

Per il direttore dell'Ihr Mahmoud Amiry-Moghaddam la misura è colma: " Potrebbe essere l'inizio di un grande cambiamento. Anche del governo. Ma verso quale direzione?  Abbiamo visto come ha  aiutato Bashar al Assad nell'uccisione di migliaia di persone". Detto in altri termini, la risposta del regime degli ayatollah potrebbe essere sanguinaria.

A una settimana dai fatti la protesta si è estesa  in Iran a 20 città, e sarebbero almeno  sei i morti, stando a fonti governative,  e circa 500 i feriti.

Gli iraniani protestano spesso ma questa volta è diverso

Qui le proteste non sono una novità: nel 2019 molti iraniani sono scesi in piazza a causa dell'aumento del prezzo del carburante, e nel 2020 e 2021 la siccità è stata alla base di una nuova ondata di proteste. 

Nel 2022 le  manifestazioni hanno visto in piazza  pensionati e l'aumento del costo del pane ha indotto molti iraniani a sfidare ancora una volta le autorità.

La grande differenza delle manifestazioni attuali è che  tutte le proteste precedenti erano  limitate ai gruppi o alle classi sociali cui erano legate, (in tutti i casi il governo ha risposto con una forte repressione. Nel 2019 si stima che siano morti circa 300 manifestanti).

La morte di Amini ha  superato  la frammentazione della società iraniana.

Il dolore, comune denominatore

Queste proteste sono motivate dal dolore . È il dolore a aver aperto la strada a una nuova e più ampia mobilitazione”, spiega in un articolo l'analista Esfandyar Batmanghelidj.

Così, persone di diversa estrazione  sociale si sono unite:  l'indignazione è trasversale alla società iraniana. E stando a Esfandyar Batmanghelidj è un fatto inusuale per la società iraniana.

I giovani, e soprattutto le donne, sono in prima linea, ma ci sono anche molte persone anziane.

Per l'accademico Ali Alfoneh, gli iraniani generalmente protestano per il pane o per la libertà,   e "mentre la classe media chiede libertà, i meno privilegiati protestano per il pane e c'è poca solidarietà tra i due gruppi", ha precisato  Alfoneh su Twitter.

"Ma anche gli svantaggiati, che sono conservatori, si chiedono perché tali misure siano state prese contro Mahsa Amini, le leggi della moralità non vengono applicate nei centri commerciali di lusso nel nord di Teheran", spiega l'accademico.

"Ecco perché la morte di Mahsa Amini ha suscitato indignazione che ha unito la classe media e quella dei meno abbienti", aggiunge.

Finora né la repressione poliziesca, né le promesse del presidente, Ebrahim Raisí, di voler far luce sulla morte di Amini e tanto meno l'invio di emissari dal leader supremo, Ali Khamenei, alla famiglia della giovane donna, sono riuscite a calmare la protesta.

Amini è stata arrestata martedì della scorsa settimana dalla cosiddetta polizia morale di Teheran, dove si trovava in visita, e portata in una stazione di polizia  per  "un'ora di rieducazione" per aver indossato male il velo.

È morta tre giorni dopo in un ospedale dove è arrivata in coma per un infarto. Alla notizia, le proteste hanno infiammato il Paese.

Proteste fino a New York

La notizia ha avuto un'ampia eco arrivando anche a New York dove si tiene l'Assemblea generale delle Nazioni unite. Anche il presidente Usa Joe Biden ha espresso solidarietà nei confronti della giovane vittima, così come Emmanuel Macron e il ministro degli Esteri britannico.