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Allerta maltempo: è possibile prevedere l'intensità dei fenomeni meteo?

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Di euronews con agenzie
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La devastazione nelle Marche
La devastazione nelle Marche   -   Diritti d'autore  Gabriele Moroni/LaPresse

 È di almeno dieci morti il bilancio delle vittime dell'ondata di maltempo che ha investito le Marche.

Un evento estremo che ha colpito in modo particolare la provincia di Ancora dove si sono abbattuti 400 millimetri di pioggia nel giro di due ore.

A determinare il fenomeno come al solito il caldo intenso di questi giorni che si è si è scontrato con una cella di aria fredda; il fenomeno avvenuto nelle Marche era troppo localizzato e i modelli meteorologici non riescono a individuarli. Per questo resta importante la collaborazione con esperti conoscitori del territorio. Centinai gli sfollati stando al prefetto di Ancona. Scuole chiuse oggi nelle marche dove si consiglia di restare in casa e rimandare eventuali spostamenti. Da giovedì sera, tutte le forze di vigili del fuoco e protezione cvile sono in campo

L'allerta meteo è stata estesa a diverse regioni del Sud Italia.

"I bollettini sono pubblicati - ha commentato il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, è abbastanza evidente che l'evento, per come si è manifestato, è stato molto molto peggiore di quello che era stato previsto", questo è evidente ed influisce su catena di allertamento. Ora dobbiamo concentrarci sulle cose da fare adesso ".

"Nelle zone colpite dall'emergenza maltempo nelle Marche al momento ci sono centinaia di sfollati". Lo ha detto il prefetto di Ancona Darco Pellos, al termine della riunione presso la Protezione civile regionale. Il prefetto non ha dato numeri precisi ai giornalisti per vittime e dispersi, di cui ha invece parlato durante la riunione a porte chiuse. Hacomunque confermato che si sono "ricerche in corso che riguardano minori".

È stato il caldo eccezionale dell'estate 2022 a innescare il violento nubifragio avvenuto sulle Marche. A dirlo, Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma, che riunisce Regione Toscana e Cnr. "Il nubifragio nelle Marche è avvenuto dopo un'estate particolarmente calda, durante la quale la temperatura del mare è stata di 4-5 gradi superiore alla media", ha osservato. Il processo di evaporazione ha portato ad accumulare una maggiore quantità di umidità. "C'è stato così un accumulo di energia che ora il sistema dovrà scaricare per tornare in equilibrio. Di conseguenza l'autunno potrebbe essere particolarmente complesso".

La domanda che sorge spontanea è: possibile prevedere questi fenomeni con i modelli matematici-fisici di cui disponiamo. Non sempre o meglio fino a un certo punto.

Possibile prevedere questi fenomeni?

Gli attuali modelli meteorologici hanno in media "una risoluzione di 9 chilometri" e inoltre funzionano su una rappresentazione del territorio non sempre fedele a quella reale. Per esempio, per quanto riguarda le cime dei monti. "Ci sono centri, come il Lamma, che fanno girare modelli che hanno una risoluzione fino a 1,5 - 2 chilometri, ma il fenomeno avvenuto nelle Marche - spiega ancora Gozzini - era troppo localizzato e il modello fa fatica a individuare fenomeni simili".

Questo significa, ha aggiunto, che "non basta la previsione automatica, ma diventa molto importante il ruolo del previsore meteo, che conosce le caratteristiche del territorio".

Alla luce di questi dati, secondo l'esperto, diventa molto importante anche il comportamento dei cittadini: "Se c'è un'allerta per temporali, di qualsiasi grado, è bene fare particolare attenzione perché il fenomeno potrebbe essere intenso. È bene proteggersi in casa o trovare comunque un riparo in attesa che il temporale passi".

L'allerta resta alta per l'autunno in arrivo

Al momento non si può quindi escludere il rischio di un autunno nel quale possano avvenire in Italia altri fenomeni intensi, ha detto ancora Gozzini.

Il nubifragio della notte scorsa sulle Marche è arrivato con un" flusso di correnti umide e miti da Sud-ovest, che al suo interno aveva condizioni idonee per dare luogo a temporali localmente molto intensi", dice l'esperto, ricostruendo la dinamica dell'evento. "Spinto verso l'Appennino, il flusso d'aria è stato costretto a sollevarsi e, salendo di quota, si è trovato in una situazione migliore per innescare il temporale".

La quantità delle precipitazioni è stata "incredibile", ha detto ancora Gozzini, "equivalente alla quantità che in quelle zone cade in 4-5 mesi". Questo è avvenuto anche perché il fenomeno è stato persistente e stabile, con una durata di oltre 6 ore".