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I candidati all'estero: chi sono, cosa propongono? Dibattito a Euronews

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Di Diego Malcangi
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Dibattito elettorale
Dibattito elettorale   -   Diritti d'autore  Euronews

Oltre sei milioni di Italiani all'estero, così vicini e così lontani dalla madrepatria: in Italia ci si ricorda di loro per questioni d'amministrazione, perché vanno garantiti i servizi conolari, e perché vengono chiamati a votare per il Parlamento, come in tutte le grandi democrazie. 

In Italia avviene dal 2006, quando fu istituita la circoscrizione Estero. Prima del 2001, data d'approvazione della Legge Tremaglia, gli Italiani residenti all'estero dovevano mettersi in viaggio, se volevano votare. Un parziale rimborso era previsto solo per le tratte italiane del loro viaggio. 

Oggi è tutto diverso: Aire, Comites, voto di corrispondenza. Opportunità che però spesso non vengono sfruttate: bassissima la partecipazione ai Comitati degli Italiani all'Estero, bassissima anche la partecipazione alle elezioni legislative, che restano peraltro facilmente manipolabili. 

Video integrale del dibattito: prima parte, Albanese (PD) e Balbi (M5S); poi Billi (Lega) e Tipu (IV)

Eppure, contrariamente a quanto molti pensano in Italia, gli oltre 6 milioni di residenti all'estero non sono affatto assenti dalla vita del Paese: hanno beni e famiglie, a volte anche attività professionali nei due Paesi, rientrano più spesso di quanto si pensi. E hanno anche delle esigenze. 

Ma i deputati e i senatori eletti all'estero hanno il gravoso compito di rappresentare moltissimi cittadini, molti più di quanti siano rappresentati da un parlamentare eletto in Italia, e dispersi su territori estremamente vasti. 

Basti pensare che per l'Europa sono eletti un senatore e tre deputati. Saranno un po' rappresentanti dell'Italia nei loro Paesi di residenza, molto di più rappresentanti degli Italiani dimenticati, quelli che vivono "fuori", ma anche latori di buone pratiche viste e vissute all'estero, portatori d'idee e, in fondo, rappresentanti di tutti gli Italiani, poiché in Parlamento siederanno sugli stessi scranni degli altri Parlamentari e con le stesse funzioni. 

Il dibattito

Per capire le loro intenzioni, ma anche per presentarli all'elettorato europeo e nello stesso tempo in Italia, abbiamo invitato quattro candidati, e per averne un discorso certo acceso quando necessario ma un po' più distante dai temi partitici della madrepatria abbiamo scelto di invitare i numeri due nelle varie liste, e non i capilista, generalmente più conosciuti e più integrati nella vita di partito. 

Con l'eccezione di Simone Billi, deputato uscente e ricandidato alla Camera, gli altri sono tutti esordienti: Laura Albanese per il PD, Stefano Balbi per il M5S, Golam Tipu per Italia Viva.  

Risiedono a Zurigo, Nizza, Bilbao, Londra. Uno spaccato d'Europa.  Nel video qui sopra potete vedere il dibattito in versione integrale. Dura circa un'ora. Nella prima mezz'ora, conoscerete Laura Albanese, candidata alla Camera per il PD, e Stefano Balbi candidato al Senato per il M5S. Nella seconda mezz'ora Simone Billi (candidato per il Centro Destra, Camera) e Golam Tipu (Italia Viva, Senato). 

Chi sono quindi i candidati degli Italiani all'estero, che cosa propongono, che cosa pensano sui grandi temi? Ne abbiamo interpellati quattro, in un doppio dibattito, due alla volta, che si è svolto in due giorni e due studi diversi. Coppie che si sono formate casualmente, in base all'agenda e agli impegni di ciascuno

Simone Billi, ricandidato alla Camera nelle liste del Centro Destra, ha esordito snocciolando i dati del suo impegno, tra un'assidua presenza parlamentare, oltre il 94%, un gran numero di atti e interventi, l'azione per l'apertura dei consolati a Manchester e alle Canarie, i moltissimi incontri con le comunità degli Italiani all'estero. Di fronte a lui Golam Tipu, candidato al Senato per Italia Viva, londinese di residenza e conscio delle lunghe code nel consolato della metropoli britannica. "Tanta azione per nulla", attaccava, "le code e i disagi sono sempre lì", e proponeva di riprendere l'esempio britannico, con appuntamenti fissati automaticamente e impronte digitali rilasciate in posta e passaporti che arrivano a casa. Piano irrealistico e demagogico, secondo Billi, che prometteva dal canto suo continuità nell'azione intrapresa nella scorsa legislatura e realismo.  

Ne nasceva un acceso dibattito, poi un punto d'accordo i due lo trovavano sul sì al nucleare.

Per Laura Albanese, candidata alla Camera per il PD, vanno profondamente riformati i Comites, i Comitati degli Italiani all'Estero. Nella sua circoscrizione, nella Francia meridionale, su oltre 40.000 Italiani residenti solo 600 hanno partecipato alle elezioni dei Comites, diceva, e andava oltre: rivedere i conti, le fatture dei Comites per ottenere risparmi da usare per un fondo per le garanzie dei giovani italiani emigrati che faticano a trovare alloggio.

Stefano Balbi, candidato al Senato per il M5S, annuiva sulla necessità di riformare i Comites (ma su questo erano d'accordo anche gli altri due candidati), si presentava come candidato di riferimento per i giovani, focalizzava molto il suo intervento sui temi socio-ambientali, che sono l'oggetto del suo lavoro da ricercatore, e lamentava l'assenza in Italia di un fronte unitario progressista su questi temi.    

Qui, e all'interno di questa pagina, il video integrale.