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Gorbaciov, l'uomo che cambiò il destino dell'Unione Sovietica

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Di Euronews
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AP Photo   -   Diritti d'autore  Alexander Zemlianichenko/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.

Mikhail Gorbaciov fu il padre della Perestroika, l'uomo che cambiò il destino dell'Urss.

Avviò il cambiamento della società sovietica, periodo passato alla storia come "perestroika", promosse la "glasnost" (trasparenza), aprì la via che portò nel 1991 al crollo dell'Unione sovietica e alla fine della guerra fredda. 

Considerato un eroe dall l'Occidente, resta ancor oggi impopolare  tra i russi per le sue riforme troppo lente e prudenti.

Gorbaciov nasce nel 1931 a Privolnoye, un paesino del sud della Repubblica russa, da una famiglia di agricoltori, è uno studente brillante e si laurea alla facoltà di giurisprudenza di Mosca, nel 1955.

Da studente si iscrive al partito comunista e conosce Raissa Titarenko, che gli rimarrà al fianco per tutta la vita.

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AP PhotoAP/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Nel marzo del 1985 accede alla carica politica più alta del Paese, diventando segretario generale del comitato centrale del Partito Comunista.

Glasnost e Pereistroka sono le nuove parole d'ordine: Gorbaciov riallaccia i rapporti con l'Occidente: nell'87 firma con Ronald Reagan lo storico trattato di non proliferazione nucleare.

Due anni più tardi, la visita in Vaticano da Papa Giovanni Paolo II, poi la caduta del muro di Berlino cambia il corso della storia.

Il suo contributo per la fine della Guerra Fredda gli vale il premio Nobel per la Pace nel 1990: poco prima di ricevere il riconoscimento, il Congresso dei rappresentanti del popolo lo elegge alla guida dell'Unione Sovietica. 

Ne sarà il suo primo, ma anche unico presidente: amato e approvato dall'Occidente, è sempre più criticato in patria. 

Le sue idee per un comunismo dal volto umano causano sconvolgimenti economici, politici e sociali. Quando l'URSS sidissolve è accusato di esserne l'affossatore.

Le riforme che Gorbaciov, nell'estate del 91, aveva discusso con i capi di stato e di governo delle varie repubbliche non convincono tutti. 

È in vacanza in Crimea quando i suoi oppositori tentano il colpo di Stato: di rientro, Gorbaciov capisce che la sua ora è arrivata.

Nel dicembre dello stesso anno si dimette: èil giorno di Natale quando lascia la Presidenza e si ritira dalla vita politica, sempre a fianco della moglie Raissa, la quale morirà nel 1999 per una leucemia.

Negli anni successivi, tenta di rientrare nella vita politica attiva, fondando movimenti che però non avranno particolare seguito.

Nel mondo, desta stupore la sua partecipazione alla campagna pubblicitaria di Louis Vuitton, di cui nel 2007 è testimonial.

Nel dicembre del 2011, scoppiano le proteste a Mosca, il governo subisce forti contestazioni e Gorbaciov, sempre più critico nei confronti del Cremlino, sostiene la causa dell'opposizione.

Alla radio, dichiara che per il premier Vladimir Putin è venuto il momento di lasciare il potere: sono passati esattamente 20 anni dalle sue dimissioni.

"Nessuno mi ha cacciato nel 1991, io ho annunciato la fine della mia presidenza e ho spiegato perché. Putin dovrebbe fare lo stesso, io lo farei: se lascia ora, sarà ricordato per le cose positive che ha fatto".

Nel 2009, Gorbaciov ha un ruolo importante nelle celebrazioni del 20° anniversario della caduta del muro di Berlino, dove si riunisce con gli altri due protagonisti del tempo: il presidente Usa, George Bush, ed il cancelliere tedesco, Helmut Kohl: un evento storico che sarà sempre legato al suo nome.