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Esuli bielorussi e cittadini russi in Ucraina: "Meglio in un Paese in guerra che a casa"

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Di Euronews
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La sorte degli esuli
La sorte degli esuli   -   Diritti d'autore  AP Photo

Meglio la guerra che tornare a casa: è quello che pensano centinaia di migliaia di esuli bielorussi e cittadini russi che vivono in Ucraina. 

Contro il regime di Lukashenko e contraria all'aggressione russa del Paese che la ospita, Karyna Patsiomkina spiega la sua difficile scelta di campo, complicata dall'eventualità di dover rientrare in Bielorussia.

"Sappiamo che ci sono bielorussi che combattono dalla parte dell'Ucraina. Ci sono volontari che non hanno un posto dove andare perché sono bielorussi - spiega Karyna - Quando vedo il mio passaporto blu (ndr: passaporto dei cittadini bielorussi) vorrei bruciarlo. I bielorussi sono persone senza patria, nessuno ha bisogno di loro".

"In pratica, stiamo chiedendo protezione al Paese che è in guerra. Si scopre che si è più al sicuro nel Paese che è in guerra piuttosto che in Bielorussia" conclude l'esule bielorussa.

Anche molti russi hanno deciso di partire.

C'è chi l'ha fatto di recente, per sfuggire al peso di un conflitto anacronistico e a una vita condizionata dalle sanzioni. 

C'è invece chi, come Andrei Sidorkin, vive in Ucraina da 17 anni. Teme il cortocircuito amministrativo che potrebbe costringerlo a tornare in una patria che non sente sua.

"Tornare in Russia è fuori discussione - dice Andrei - Lì, molto probabilmente, mi daranno 15-20 anni di prigione. Non ne sono sicuro, ma la probabilità è molto alta, vista la portata della repressione in quel Paese".

Georgia, Armenia, Israele, Tagikistan, Turchia: sono solo alcuni degli altri Paesi scelti per lasciare la Russia e sfuggire al regime di Putin.