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Il neopresidente "italiano" della Colombia

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Di Alberto De Filippis
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Prende possesso delle sue funzioni il nuovo presidente "italiano"  della Colombia. Gustavo Petro succede a Ivan Duque e al suo dimenticabile mandato. Petro è infatti naturalizzato italiano. I suoi antenati vegono da Conza della Campania, piccolo comune nell'avellinese. 

Petro arriva alla presidenza dopo aver battuto l'outsider populista Rodolfo Hernández, un candidato talmente estremista da aver spaventato l'elettorato moderato delle grandi città. Ma anche Petro ha molte ombre nel suo curriculum. Ex guerrigliero dello M19, che si macchiò di una strage compiuta nel palazzo di giustizia di Bogotà.

Petro è stato destituito nel 2012 dalla carica di sindaco della capitale colombiana dopo un referendum revocatorio che aveva raccolto oltre 600.000 firme e inabilitato per 15 anni alle cariche pubbliche. L'accusa era stata quella di aver amministrato male le casse della città provocando una voragine nei conti. Pochoi mesi dopo la magistratura ha cambiato idea restituendo a Petro l'onore perduto.

Oggi è il primo presidente di sinistra della storia del paese. Al suo fianco come vice Francia Marquez la prima afrocolombiana.

Obiettivo rilanciare un'economia in ginocchio, il cambio con il dollaro è esploso in questi mesi, finanziare lo stato sociale e non spaventare gli investitori stranieri. Senza dimenticare i piano di pace con i gruppi armati e la tensione migratoria a causa della diaspora venezuelana. Sono milioni i venezuelani sul territorio colombiano.

Molti lo attendono al varco. I colombiani, anche quelli che non lo hanno votato, sperano che mantenga le promesse