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I missili che piovono attorno a Odessa non bloccano i corridoi del grano

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Di euronews e ansa
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Le distruzioni dei bombardamenti russi
Le distruzioni dei bombardamenti russi   -   Diritti d'autore  Michael Shtekel/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Martedì 26 luglio  le forze russe hanno lanciato altri attacchi missilistici nella regione meridionale ucraina di Odessa, lo sostengono le autorità di Kiev insieme a diversi media. Tra le aree colpite la località turistica di Zakota a ovest di Odessa. Gli ordigni sarebbero stati sganciati da aerei in due ondate a distanza di mezz'ora l'una dall'altra. Non è chiaro quale fosse l'obiettivo dei russi, che in occasione del precedente bombardamento sul porto di Odessa, sabato scorso, avevano detto di avere preso di mira un deposito di missili inviati dagli Usa.  Non sono state segnalate fino ad ora vittime civili. 

Secondo gli ucraini 13 missili sarebbero stati lanciati nell'area da cacciabombardieri russi. Secondo il portavoce del ministero della Difesa russo gli attacchi hanno "liquidato" il battaglione di artiglieria della 59a brigata di fanteria motorizzata ucraina nella regione di Mykolaiv con la sua distruzione al 70%. Intanto sotto gli attacchi missilistici russi di alta precisione, piombati nell'area del villaggio di Kostiantynivka nel Donetsk sarebbero periti anche 40 mercenari stranieri.

Prosegue l'operazione grano

Gli attacchi di Mosca non bloccano le operazioni per l'esportazione del grano ucraino. Un centro per il coordinamento dei corridoi nel Mar Nero aprirà a Istanbul con rappresentanti di Russia, Ucraina, Turchia e Onu per avviare il piano concordato tra le parti il 22 luglio. Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan annuncia una visita in Russia il 5 agosto per incontrare Vladimir Putin proprio sulle rive del Mar Nero a Sochi: il secondo colloquio a quattr'occhi tra i due dopo quello di Teheran del 19 luglio scorso.

L'impegno dell'Onu

Mosca ha sottolineato che l'intesa per lo sblocco del grano ucraino comportava anche un impegno in prima persona del numero uno dell'Onu Antonio Guterres a fare pressioni sui Paesi occidentali perché venissero revocate le sanzioni che bloccano le esportazioni agricole russe, e quindi ora chiede che tale impegno venga rispettato. "Spero che Guterres riesca a fare quello per cui ha firmato", ha affermato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov in visita in Uganda nell'ambito del suo tour africano che ha toccato alcuni dei Paesi più esposti alla crisi alimentare provocata dalla guerra. Da parte sua Erdogan ha invitato Mosca e Kiev a mettere in pratica l'accordo che, ha detto, "allevierà la crisi alimentare globale".