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Il vaiolo delle scimmie è "emergenza globale" per l'Oms

Il direttore generale dell'Oms ha preso la decisione senza il consenso del suo gruppo di esperti
Il direttore generale dell'Oms ha preso la decisione senza il consenso del suo gruppo di esperti Diritti d'autore ynthia S. Goldsmith, Russell Regner/CDC via AP
Diritti d'autore ynthia S. Goldsmith, Russell Regner/CDC via AP
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità ago della bilancia nella scelta, che non mette d'accordo il suo team di esperti. In Italia poco più di 400 casi e vaccinazione non raccomandata

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L'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato il vaiolo delle scimmie "emergenza globale", il grado più alto di allerta del suo sistema di classificazione. 

Una scelta combattuta

Emergenze globali sono state in passato il virus Zika, l'ebola, la poliomelite e il Covid19. In questo caso però, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha preso la decisione nonostante le opinioni contrastanti tra i suoi esperti, affermando di aver agito come "ago della bilancia".

 "Abbiamo un'epidemia che si è diffusa rapidamente nel mondo, di cui sappiamo ancora poco e che risponde ai criteri stabiliti dalle autorità sanitarie internazionali. Per tutte queste ragioni, ho deciso che l'epidemia globale di vaiolo delle scimmie rappresenta un'emergenza sanitaria pubblica di portata internazionale".

Le dimensioni della malattia

Questa patologia è in realtà endemica da tempo in diverse zone dell'Africa centrale e occidentale, ma si è affacciata solo di recente in Europa, negli Stati Uniti e in altri luoghi del mondo. 

Secondo il centro per la prevenzione e il controllo delle malattie statunitense sono state riportate 16mila infezioni in 74 Paesi dallo scorso maggio.  L'Europa si conferma epicentro dei contagi: 10.604 secondo l'ultimo bollettino congiunto del Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc). 

In Italia la situazione è sotto costante monitoraggio, e con poco più di 400 casi confermati non desta particolare preoccupazione, comunica il ministero della Salute, che ha già predisposto, insieme alle Regioni e Province Autonome, le modalità di segnalazione dei singoli casi.

Anche perché i sintomi, di solito febbre, mal di testa, dolori muscolari ed eruzioni cutanee, tendono a scomparire in due o quattro settimane. 

"Non è una malattia eccessivamente pericolosa, però i numeri sono importanti nel senso che non è un fenomeno, cioè non c'era questa malattia" afferma Carlo Signorelli, docente di Igiene e salute Pubblica dell'Istituto San Raffaele di Milano

"L'Oms ragiona con una logica di attivare i sistemi di sorveglianza in modo da non farsi cogliere impreparata da qualche variante. Una malattia nuova o comunque che si diffonde dove non c'era, deve sempre indurre le autorità sanitarie a una grande attenzione, l'Oms parla al mondo, a tutti Paesi e questo è un fenomeno da seguire"

Vaccinazione non raccomandata

Al momento, nel nostro Paese non è raccomandata la vaccinazione. L'Unione Europea però si è assicurata altre 54.530 dosi del vaccino, portando a 163.620 il numero totale di dosi acquistate per gli Stati membri. 

Lo ha reso noto la Commissione europea di recente giorni fa, aggiungendo che le consegne dei vaccini "continueranno a essere effettuate nelle prossime settimane e mesi e per tutto il resto dell'anno"

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