Marmolada, un soccorritore a Euronews: "Mai visto niente di simile"

Il bilancio totale dell'incidente della Marmolada registra 11 vittime
Il bilancio totale dell'incidente della Marmolada registra 11 vittime Diritti d'autore AP Photo
Di Euronews
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L'ispettore di polizia e guida alpina Paolo Borgonovo ha partecipato alle ricerche, che continueranno per recuperare le spoglie delle vittime. Dal suo racconto, la grande differenza nella presenza di neve sul gruppo montuoso rispetto agli anni '80

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Il bilancio dell'incidente della Marmolada è ormai definitivo: 11 vittime, tra corpi ritrovati e dispersi.  Ma si cercano ancora reperti tecnici, ovvero le attrezzature e gli effetti personali degli alpinisti e le spoglie di chi ha perso la vita, da restituire ai famigliari, come racconta a Euronews Paolo Borgonovo, ispettore del centro di addestramento alpino della polizia di Moena ed è direttamente coinvolto nelle difficili operazioni di ricerca dei superstiti.

"È giusto che questi copri vadano recuperati dalla montagna". Nella sua esperienza di soccorritore e guida alpina, dice, non gli è mai capitato di vedere "nulla di simile". 

Il ritiro del ghiacciaio

Ma se il crollo di un singolo seracco di ghiaccio è difficile da prevedere, nel complesso le montagne italiane mostrano una fragilità crescente a causa dell'innalzamento delle temperature. Una tendenza evidenziata dalle misurazioni scientifiche, ma anche dalle testimonianze di chi, come queste vette le conosce bene.

"Ho cominciato a salire la Marmolada negli anni '80 e lo accio ancora adesso", dice Borgonovo. "Quando si saliva negli anni '80 si incontrava un ghiacciaio ricoperto di neve. Ora c'è soltanto una lastra di ghiaccio: il ghiacciiaio si è ritirato, sia in lunghezza che in spessore".

Ma questo spiega, non è un fenomeno che interessa solo la Marmolada. "Succede dappertutto sulle Alpi e anche nei più grandi ghiacciai delle catene montuose di tutto il mondo".

Dopo la tragedia, dunque, è il momento della riflessione. Come ha affermato il presidente del Consiglio Mario Draghi a Canazei all'indomani dell'accaduto, "questo dramma dipende certamente anche dal deterioramento della situazione climatica". A lui e ai suoi omologhi stranieri spetta il compito di prendere provvedimenti per evitarne altri in futuro.

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