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Tigray, appello dell'Ue. La regione dell'Etiopia a rischio carestia

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Di Debora Gandini
Janez Lenarcic, commissario europero per le crisi
Janez Lenarcic, commissario europero per le crisi   -   Diritti d'autore  screenshot video

Un lembo di terra che non trova non pace. E’ la regione del Tigrè nell’Etiopia settentrionale. In questa zona le forze del Tigray si sono unite ad altri gruppi armati e di opposizione in un'alleanza che osteggia il primo ministro etiope Abiy Ahmed. Attacchi armati ed emergenza umanitaria gravano su una zona devastata.

L'Unione europea ora ha esortato il governo di Addis Abeba a revocare le restrizioni sui carburanti nel Tigray. Una carenza che sta paralizzando la distribuzione degli aiuti e l’arrivo di cibo e medicine.

Janez Lenarčič, il commissario dell’UE per la gestione delle crisi, ha dichiarato che il recente aumento dei convogli di aiuti in arrivo nel Tigray è stato uno sviluppo positivo, ma ha aggiunto che “occorre fare di più” prima che l’Ue normalizzi le relazioni con il secondo paese più popoloso dell’Africa con 115 milioni di persone. 

" E' necessario revocare le misure restrittive, in particolare sulla fornitura di carburante e sulle transazioni in contanti”. "Questo vale anche per i servizi essenziali, come l'elettricità, le telecomunicazioni, internet, e il sistema bancario. Ancora una volta ribadisco che è importante ripristinare la funzionalità del sistema bancario, la maggior parte delle persone ha risparmi ma non puo’ accedere a questi. Non hanno soldi e soffrono la fame.”

La regione del Tigray è stata tagliata fuori dal resto dell’Etiopia dopo che le forze del Tigray hanno riconquistato la capitale regionale un anno fa e le forze federali si sono ritirate. Secondo Janez Lenarčič “i meccanismi di monitoraggio” potrebbero essere messi in atto per dissipare i timori del governo che le forze del Tigray possano deviare carburante per scopi militari.

Allarme carestia

Secondo le Nazioni Unite il cibo per sfamare 950.000 persone è attualmente bloccato nei magazzini della capitale regionale, Mekele, perché non c’è abbastanza carburante per distribuirlo all’interno del Tigray dopo che a diverse autocisterne è stato negato l’accesso nella regione.

“Abbiamo una situazione in cui i magazzini sono pieni, ma gli aiuti non possono andare nelle campagne dove i bisogni sono più elevati”, ha detto Lenarcic, e ha osservato che molte persone in Tigray dipendono interamente da tali aiuti perché non possono accedere al denaro nei loro conti bancari .

Il blocco parziale ha lasciato il Tigray in una condizione disperata. Aiuti alimentari che non arrivano, quasi 1 milione di persone vivono in uno stato di assoluta povertà, generi di prima necessità bloccati nei magazzini. E un conflitto che non accenna a finire.