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Francia al voto per il secondo turno di legislative. Per Macron maggioranza in bilico

Francia al voto
Francia al voto Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2022 The Associated Press.
Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2022 The Associated Press.
Di Giulia Avataneo
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Per governare il neorieletto presidente francese potrebbe trovarsi costretto ad allearsi con gli ex rivali Les Républicains

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Urne aperte in Francia per il secondo turno delle elezioni legislative. Si eleggono 572 deputati dell'Assemblée Nationale, che si aggiungono ai 5 eletti nella prima tornata.

È un momento chiave per il presidente appena rieletto, Emmanuel Macron, che si è già recato al seggio al pari dell'antagonista Jean-Luc Melenchon: la possibilità di concretizzare il programma del governo è appesa alla conquista della maggioranza assoluta o relativa. 

La prima sfida sarà quella di far tornare i francesi alle urne: ben il 52,5% le ha disertate al primo turno, dato peggiore di sempre.

"Per me la politica rappresenta un mucchio di promesse, ma alla fine non si vede niente di concreto", commenta un ragazzo.

"Molte persone non vanno a votare - aggiunge un altro - e il più delle volte sono quelli che vengono ascoltati, e chi vota ho l'impressione che non venga ascoltato, è sempre chi non fa nulla che viene ascoltato, sono contrario a questo tipo di processo".

Maggioranza in bilico

Al primo turno, la coalizione di sinistra Nupes che si è raccolta dietro a Jean-Luc Mélenchon ha tallonato quella presidenziale Ensemble! di soli 0,9 punti percentuali: 25,66 % per Nupes, la coalizione di sinistra, 25,75% per la coalizione centrista Ensemble!

Con l'11,3% dei voti, Les Républicains potrebbero recuperare tra i 40 ei 60 deputati e Macron potrebbe essere costretto a guardare agli ex rivali per ottenere la maggioranza di 289 seggi.

Panorama cambiato

Macron avrà comunque vita più difficile rispetto al suo primo mandato, dove poteva contare su una maggioranza solida di 341 parlamentari che gli ha consentito di governare senza intoppi.

Al contrario, Nupes, l'Unione popolare della gauche unita dietro il "tribuno" radicale Jean-Luc Mélenchon - già combattivo in Parlamento con appena 17 deputati - si troverà secondo i sondaggi con un drappello della sinistra unita moltiplicato per 10, fra 160 e 190 seggi. C'è di che temere battaglie parlamentari interminabili sulle riforme, blocchi sui principali provvedimenti con tutte le armi consentite dal regolamento.

Nuovi equilibri

Anche il Rassemblement National di Marine Le Pen, stando alle previsioni, aumenterà dagli 8 deputati avuti finora a 15-30, il che consentirà per la prima volta all'estrema destra, con il sistema maggioritario, di costituire un gruppo parlamentare e di pesare nel dibattito.

Tremano anche ministri già nominati, primi fra tutti la responsabile della Transizione Ecologica, Amélie de Montchalin, e quello degli Affari Europei, Clément Beaune: se perderanno, nelle rispettive circoscrizioni in cui sono in forte pericolo, dovranno dimettersi.

Sorte che toccherà sicuramente alla prima bocciata del governo, la sottosegretaria all'Oltremare, Justine Benin, battuta secondo i primi risultati dalla Guadalupa dall'avversario della Nupes.

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